“Il valore affettivo” – Nicoletta Verna

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FRASI

“Credevo che la delusione fosse un’onda che ti si infrange addosso e tutto intorno si infrange con lei, mentre non è che una piccola lametta infilata tra le tue convinzioni, che bene o male trova il suo posto e smette quasi subito di fare male.”

[Nicoletta Verna, Il valore affettivo]

 

“Nelle parole sconsolate che ci scambiamo, nelle frasi di circostanza su quello che è successo non c’è niente di vero ma neppure niente di falso. C’è la morte per come cerchiamo di rappresentarla quando ce la troviamo di fronte e non possiamo più evitarla. E, per chi resta, la morte non è qualcosa di completamente vero, ma neppure qualcosa di falso.”

[Nicoletta Verna, Il valore affettivo]

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“- C’è questa strana convinzione per cui chi se ne va è sempre migliore di chi resta.”

[Nicoletta Verna, Il valore affettivo]

 

“Oggi ho bisogno di andare a fare rifornimento di oggetti. Gli oggetti conferiscono l’idea più solida di immortalità che ci sia concessa. Dicono sottilmente: hai ancora così tanto da vivere che ti conviene fare più spesa che puoi perché domani non ti debba mancare niente. E ti convincono che quel domani esisterà sempre.”

[Nicoletta Verna, Il valore affettivo]

 

“Ma le parole di Liliana mi stavano facendo capire per la prima volta che il futuro poteva avere un senso, una ragione per essere affrontato. Vidi che dentro il futuro c’era una specie di cassetta degli attrezzi del passato.”

[Nicoletta Verna, Il valore affettivo]

 

“- Adesso chiudi gli occhi e pensa a una cosa bella -.
Allora pensavo alle corse in bici con lei la domenica mattina e a mia madre che ci aspettava a casa con la crostata appena sfornata, e adesso so che esattamente quella era la felicità, anche se io non lo sapevo perché questa è la cosa stupida della felicità: che la riconosci solo quando è finita.”

[Nicoletta Verna, Il valore affettivo]

 

“Si crede che i segreti delle persone, anche quelli più intimi, ristagnino sotto i portici delle piazze, tra le sforbiciate nelle botteghe dei barbieri, dentro le chiacchiere delle comari sedute al bar di fronte al caffè, invece no: i segreti delle persone lì conoscono le lavandaie.”

[Nicoletta Verna, Il valore affettivo]

 

“Quando lui la sera lavora faccio zapping per cercare le eliminazioni dei concorrenti ai reality o ai talent. Scruto le facce che fanno mentre aspettano il televoto, nell’interminabile musica prima del verdetto. […] Non mi importa per cosa gareggi questa gente, un concorso di cucina, chi resiste di più sull’isola, cantare o ballare: il momento dell’eliminazione è la fetta di realtà più vera che mi sia concesso di intravedere.”

[Nicoletta Verna, Il valore affettivo]

 

“Ci sono giornate in cui si tocca al contempo il culmine dell’euforia, della disperazione, dell’orgoglio e della vergogna, e che in virtù di questo resteranno incancellabili.”

[Nicoletta Verna, Il valore affettivo]

 

“Il cuore è quello da cui tutto comincia e finisce. È il battito a stabilire se un embrione è vivo o morto, il cuore è il centro vitale da cui non si può prescindere.”

[Nicoletta Verna, Il valore affettivo]

 

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