“Un giorno questo dolore ti sarà utile” – Peter Cameron

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AUTORE: Peter Cameron
TITOLO: Un giorno questo dolore ti sarà utile
TRADUTTORE: Giuseppina Oneto
EDITORE: Adelphi
GENERE: Narrativa

TRAMA

James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d’arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d’altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell’artista giapponese che vuole restare Senza Nome. Per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un’alternativa all’università (“Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché”), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite – la lettura e la solitudine -, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio…

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RECENSIONI

“…così il treno avrebbe continuato il viaggio e io con lui,magari senza scendere da nessuna parte,senza arrivare mai.
Avrei passato il resto della mia vita in transito, protetto dal treno, mentre questo mondo impossibile e disgraziato sfrecciava fuori dal finestrino”.
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Siamo a New York, qualche anno dopo la strage dell’11 settembre, e ci viene raccontata la storia di un 18enne che vive male il suo tempo, il suo essere, la sua vita. Il tutto viene diluito in una manciata di mesi del 2003 in cui, come se fosse una sorta di diario, Cameron narra i travagli mentali di un ragazzo solo ed impaurito dal buio in cui vede il suo futuro, spaventato dal fare scelte importanti. James è un “disadattato”, così lo definiscono i compagni, che vive, suo malgrado, in una famiglia benestante ma profondamente anaffettiva, superficiale e disfunzionale. Nessuno lo vede, lo ascolta, lo capisce, chiede di lui.

Il padre avvocato assente ed egoista non ha tempo per i figli e vive la sua vita, la madre egoista, responsabile di una galleria d’arte, resta perennemente ed intrappolata in relazioni amorose poco avvezze a sopravvivere nel tempo e vive crogiolandosi nelle sue afflizioni, la sorella Gillan è vittima della solitudine in cui cresce e vive e risponde ad essa con scelte amorose avventate e una dose di cinismo futile. In un mondo, emotivo e relazionale fragilissimo, delicato e votato alla banalità, lui cerca la solitudine come rifugio innescando un meccanismo di difesa continuo ed efferato: le parole, l’uso perfetto delle parole diventano il suo scudo dal mondo.

Lui che è “fin troppo sveglio” vive male con i suoi coetanei che trova noiosi e sceglie solo di rapportarsi con la nonna, la saggia e speciale Nanette e John, amico con cui lavora nella galleria della madre.
Gli unici legami profondamente emotivi. Poi vuole stare solo. Un evento ben preciso metterà in allarme la famiglia di James che per aiutarlo lo manderà da una psicoterapeuta che a fatica troverà il modo di scalfire la corazza di James e proverà ad indicargli la strada per guardarsi dentro e avere il coraggio di fare scelte senza fuggire…e capire il perché di certi comportamenti.

Attraverso pagine che lasciano il segno e una precisione chirurgica nel portare il lettore dentro la mente complessa di un adolescente, Cameron scrive un libro che appare semplice e per tutti ma che di fatto non lo è: ci riporta con l’inganno all’adolescenza e poi ci dice, senza se e senza ma, che certi meccanismi restano a vita se ci si concede l’occasione di pensare seriamente che nella vita bisogna essere pazienti consapevoli che tutto il dolore che si prova e si vive un giorno ci sarà utile.

Utile, Come?
Ad ogni singolo ed attento lettore l’ardua risposta.
Consigliatissimo a chi ama i libri che non hanno tempo.

[©Maria Elena Bianco]

 

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