“Principessa Saranghae” – Diego Galdino

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Libro in uscita 20 Settembre 2021

AUTORE: Diego Galdino
TITOLO: Principessa Saranghae
EDITORE: Bertoni
GENERE: Narrativa

TRAMA
Yoo una Principessa Coreana del 1300. Giulio un ragazzo romano dei giorni nostri proprietario di uno straordinario negozio di palle di neve. Due anime destinate ad incontrarsi grazie ad una magia. La palla di neve incantata capovolge il tempo ed il destino. Così tra una carbonara preparata in un tempio buddista e una cerimonia del tè nel centro di Roma, una storia d’amore nasce a dispetto della distanza tra epoche diverse che pagina dopo pagina, sembra assottigliarsi fino a sparire del tutto, perché l’amore alla fine non cambia mai e resta sempre lo stesso dappertutto. Un drama coreano all’italiana, una via di mezzo tra Vacanze Romane, La casa sul lago del tempo, Kate & Leopold e Amarsi un po’. Questo è Principessa Saranghae di Diego Galdino.


RECENSIONI

La Principessa adora dipingere, seduta sulle sponde del lago. Chissà quante altre cose amerebbe se le avesse conosciute, ma il titolo che porta l’ha costretta fin da piccola a vivere come in una teca, costantemente sorvegliata, protetta dal Generale Kim Shin. È il 1300, suo padre è il Re del Regno di Goryeo, in Corea, e la ragazza è costretta a vivere nascosta in un tempio per sfuggire da chi vorrebbe uccidere lei e la sua dinastia.

Giulio ama Roma, la mamma e le polpette a sugo, ma più di tutto questo ama le palle di neve. Quegli oggetti tanto particolari, con al loro interno i più famosi monumenti del mondo. Basta capovolgerli per dar vita alla loro magia: d’improvviso nevica sulla Torre Eiffel, sul Colosseo, sulle Piramidi. È proprio la passione per le palle di neve che lo ha portato ad aprire un negozio interamente dedicato a queste ma soprattutto, qualche anno prima, lo ha condotto in uno strano negozietto di un centro commerciale americano. Qui ha ricevuto in regalo una piccola palla di neve con dentro il Tempio di Bulguksa, uno dei più affascinanti dell’attuale Corea del Sud.
In un giorno come un altro, Giulio poggia gli occhi su quello strano regalo, lo prende in mano e si immagina lì davanti, al cospetto di quell’enorme costruzione, che sembra essere fuori dal tempo. Eppure se si guarda intorno riesce ad immaginare un sacco di altre cose: un giardino, una lago e addirittura una giovane, incantevole ragazza seduta lì vicino intenta a dipingere. Ma aspetta… Giulio non sta più immaginando. Giulio è esattamente lì. In Corea. Nel 1300. Al cospetto della Principessa.

È un attimo, nulla di più. La paura di non riuscire più a tornare, scioglie immediatamente la magia che avvolge il ragazzo. Ma quegli occhi grandi e scuri, i più belli che lui abbia mai visto, lo attraggono come una calamita. Non sa ancora cosa gli succede quando stringe forte tra le mani quella palla di neve, ma vuole tornare lì, in quel giardino. Vuole che quella stupenda creatura gli parli, lo degni di attenzione.

Il viaggio spazio-temporale diventa per i due giovani un’abitudine. La principessa attende ogni giorno l’arrivo di Giulio e lui non la delude. Eppure il ragazzo sa che farebbe meglio a non creare illusioni: quella storia, talmente bizzarra, non avrebbe modo di essere reale. Stravolgere le loro vite avrebbe certamente delle conseguenze, ma quando il pericolo per la Principessa si fa concreto, Giulio sa che non c’è più tempo per concettualizzare: deve provare ad alterare la linea temporale e cercare di salvarla.
Il nuovo libro di Diego Galdino regala al lettore un racconto “panoramico”: dalle bellezze dei giardini e templi coreani, ci ritroviamo a camminare tra le meravigliose strade di Roma, monumenti e scorci incantevoli a iosa, ma non solo. La cultura del cibo, la tipica lingua romana, il calore della gente colorano il romanzo in modo molto caratteristico.

Una Roma grande e magnifica come l’amore di Giulio per la Principessa, che ha messo su questa palla di neve “fai da te”, con dentro solo loro due e il loro sentimento. Ma questo non si contiene, corre davanti al tempo e allo spazio, non si fa intimidire da loro. E Giulio dovrebbe saperlo.

Ciò che più stupisce però è come la penna di Galdino riesca magnificamente a tratteggiare questa donna meravigliosa, non solo nell’aspetto. Non ha mai conosciuto l’amore vero, eppure non fatica a distinguerlo, a decidere di seguirlo. Si scopre libera e indipendente in un tempo che non è suo; dotata di tanta temerarietà e intraprendenza che le daranno la forza di reagire anche quando la sfera di vetro costruita intorno alla sua relazione con Giulio si infrangerà, come scivolata dalle mani di un bambino distratto.

[©Martina Caruso per Le frasi più belle dei Libri…]

 

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