“Pesca al cantautore in Emilia” – Roberto Barbolini

e altre storie in vinile

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5/5 (1)

AUTORE: Roberto Barbolini
TITOLO: Pesca al cantautore in Emilia
EDITORE: Oligo Editore
GENERE: Narrativa

TRAMA

In casa mia si viveva con le palpebre abbassate come le saracinesche d’un negozio fallito. Spesso il babbo sprofondava senza preavviso in un sonno greve, dal quale riemergeva sempre senza sogni. Non ne ha mai ricordato uno da quand’è nato.
Lo chiamavamo sonno ma forse era una specie di malattia, come se una mosca tsé-tsé gli avesse intorpidito la volontà.
Pesca al cantautore in Emilia è un romanzo di formazione, o di deformazione, scandito da narrazioni di diverso respiro, dal racconto lungo al breve frammento, che tramite personaggi e situazioni ricorrenti disegna il ritratto ironico e dolente d’una “generazione di sconvolti” perduti fra le nebbie della provincia e l’incipiente globalizzazione. La colonna sonora affonda nell’era beata dei dischi in vinile: dai Beatles ai Nomadi, dagli Stones all’Equipe 84 e ritorno. Barbolini insegue i suoi eroi fino al nostro disilluso presente, in cui i miti che li animavano si sono trasformati in feticci. Ma vale davvero la pena d’imbarcarsi con lui a pesca di cantautori sul delta del Grande Fiume, all’insegna d’un “grottesco padano” di sarcastica vitalità.


RECENSIONI

“Pesca al cantautore in Emilia” ripercorre decenni di musica, filando dritto negli anni come una barchetta su acque calme. Il protagonista viene da una famiglia su cui grava il peso della “nona malattia”, quella del sonno. E cerca in ogni modo di interrompere quella tragica catena, cercando di restare sveglio il più possibile. E quale modo migliore della musica? Mette su una piccola band, si tuffa nel marasma di relazioni che il mondo gli offre. Soddisfacenti o meno, gli anni passano e con loro sono innumerevoli i grandi della musica che si affacciano sul panorama mondiale.
Gli intramontabili Beatles, Rolling Stones, Equipe 84…inventori di suoni che ancora oggi, come allora, fanno ancora tremare i cuori. Grandi miti, vite meravigliose, vissute al limite, morti strazianti, tragiche; miti che però, guardandoli attentamente e con sguardo postumo, si trasformano in “feticci”, dice Barbolini.
E la caccia, continuata negli anni, sembra solo un voler rievocare cose ormai passate, che non torneranno.
Il libro, dettagliato e verboso, è il diario di bordo di questa “uscita in barca” nel fiume della musica internazionale e non che ha segnato un’epoca.

[©Martina Caruso per Le frasi più belle dei Libri…]

 

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