“Frasi sporche da insegnare ai pappagallini” – Gaudenzio Schillaci

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3/5 (1)

AUTORE: Gaudenzio Schillaci
TITOLO: Frasi sporche da insegnare ai pappagallini
EDITORE: Alter Erebus
GENERE: Narrativa

TRAMA

Vinicio è un professore di liceo e un perdigiorno professionista. Un uomo pieno di difetti che nella vita ha sempre avuto un punto fermo: piace alle donne. Una di queste si chiama Sveva, ha diciassette anni e studia nella sua classe. Mentre Bologna, fuori dalla finestra di casa sua, si affanna per ritornare alla normalità di un Settembre diverso da tutti gli altri, delle foto compromettenti finiscono sulla scrivania del Preside della sua scuola. Il giorno dopo, Sveva risulta scomparsa. Ad occuparsi di questo caso è Andrea Fago, ispettore di Polizia: cicatrice sotto al mento e bicchierino facile, mentre l’Italia va incontro all’ennesimo crollo del Governo e le strade diventano sempre più roventi tocca a lui capire che fine ha fatto la ragazza.


RECENSIONE

“Frasi sporche da insegnare ai pappagallini” di Gaudenzio Schillaci è un romanzo particolare impregnato di un linguaggio colorito e diretto che non tutti potrebbero apprezzare.

Lo stesso autore avverte i lettori che:

“Ogni parola contenuta tra queste pagine potrebbe urtare la vostra sensibilità, turbare i vostri pensieri e il vostro senso del decoro, causandovi sintomi come nausea, mal di testa, odio e repulsione nei confronti dell’autore”.

In effetti il protagonista Vinicio, professore molto compiacente verso le sue alunne e in generale con tutte le donne, è il fulcro di tutto il racconto che diviene fotografia di vita di un uomo che difficilmente potrebbe apparire simpatico.
Vinicio è un uomo fortemente egoista, dall’ego smisurato, per nulla empatico, a tratti strafottente, ma anche attraversato da una sorta di malinconia.
Non è un buon professore non tanto nelle sue conoscenze, quanto nel suo comportamento inadeguato e inopportuno nei confronti delle studentesse.
In particolare il professore si sente attratto da Sveva una sua studentessa con cui ha una relazione “leggera” perchè nonostante sia crudo e menefreghista le donne restano ammaliate dalle sue parole e dal suo fascino discutibile.
La sua vita si dipana in una professione che probabilmente non lo appaga e la scoperta della sua relazione con una minorenne sarà l’occasione per licenziarsi e per finire sotto i riflettori a causa della scomparsa di Sveva.
Il suo atteggiamento nei confronti delle donne è provocatorio, irrispettoso, la donna diviene “oggetto” da usare a proprio piacimento, lui le usa sentirsi vivo; senza mai pensare alle conseguenze delle sue parole e delle sue azioni, corteggia le donne, le fa sue e le immerge nel suo mondo privo di alcuna moralità.

“La trovavo una donna irrilevante. Non che fosse significativamente stupida o sgradevole, era soltanto superflua. Se da un momento all’altro una voragine si fosse aperta al centro del mio salotto e lei inciampandoci ci fosse caduta dentro io sarei con buona probabilità rimasto a sorseggiare il mio drink, guardando fuori dalla finestra, preoccupandomi solo di non far finire nello stesso buco anche le mie sigarette. Quelle mi sembravano decisamente più utili”

Il tempo ha un ruolo cardine nella storia, tempo come rappresentazione dell’insofferenza del protagonista che vive con disagio il passaggio dalla giovinezza all’essere adulti e il tempo che passa e mette in pericolo la possibilità di scoprire che fine abbia fatto Sveva.
Il romanzo è ambientato nel periodo del covid quindi vicino al nostro spaccato di vita e la figura del protagonista in realtà ricalca realmente e in maniera cruda una certa tipologia di uomini, per questo Vinicio o si ama o si odia.
La figura del protagonista sarà affiancata da un altro personaggio molto interessante, Fago, il poliziotto che si occuperà delle indagini, altro uomo a suo modo tormentato che, seppur diverso dal professore, ha dei punti in comune con lui, due uomini che fanno fatica a vivere una vita regolare che rispetti le convenzioni e per questo spesso portati a sopravvivere.

Schilacci ha scritto sicuramente un romanzo irriverente, ironico, ci ha portato in una Bologna e in un Italia nella morsa di una pandemia e di una crisi di governo, ma non solo, l’autore permette al lettore di scorgere la fragilità umana che spesso porta l’uomo ad assumere atteggiamenti lontani dalla correttezza, in quanto unica via di fuga per la sopravvivenza.

«Ma il più grande errore in cui può cadere l’umanità è convincersi che il male non sia capace di amare»

[©Gaia Micheletti per Le frasi più belle dei Libri…]

 

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