“I cavi” – Daniele Magnani

0
215
Nessun Voto

FRASI

– “A mio padre, che mi disse –
con una manciata di acini
ci puoi fare tre cose:
succo d’uva, del buon vino o aceto. È sempre una questione di tempo.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Capii che la maggior parte delle persone non le avremo mai tutte per noi. Rimangono un po’ anche per sé stesse. Ed è proprio quella parte che non concedono che le rende uniche ed insostituibili e che perennemente attirerà il nostro io.”

[Daniele Magnani, I cavi]

Leggi la nostra recensione

“Lo specchio non mente mai. E più cerchi di vederti diverso, più ti restituisce l’amara verità del cambiamento.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Lo sguardo si perdeva all’orizzonte e cercavo come sempre di vedere oltre. Non mi ero mai accontentato degli orizzonti. Erano sempre troppo limitati; così mi sforzavo ogni volta di cogliere qualcosa che si trovasse dopo la linea curva del mondo. Sarà che mia madre aveva sempre detto che i tramonti sono albe per qualcun altro…”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“In questo luogo, trovo il mio lato triste della felicità.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Avevo passato una vita vedendo persone scocciate, stanche, arrabbiate, spossate, nervose e talmente esagitate perché perdessero a tal punto il controllo da scaraventare via oggetti e vita stessa. Avevo vissuto morti improvvise; notizie stravolgenti e decisioni forti che davano spazio solo a pianti nevrotici e incontrollati. Ma chi non aveva vissuto tutto ciò non sapeva cosa fosse la felicità di un frutto colto dall’albero, il sorriso di un bambino, scoprire che il tuo compleanno capiterà di domenica, lo stupore nel sapere che chi avete amato non vi aveva dimenticato.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Mi racconti una pazzia, Daniel?
Aver creduto che mi amasse.
La signorina Rue rimase interdetta. – Ma questa non è una pazzia!
Ah no? E allora la pazzia cos’è? Ci pensi signorina. Non è forse alzarsi la mattina col pensiero di lei? Non è la voglia di sentirla nei lunghi silenzi che accompagnano il giorno? Non è coprire un piatto caldo per paura che si freddi? Non è il voler urlare dalla cima dell’albero che hai colto la ciliegia più grande della sua e non la getterai tra le altre? Non è donare guanti in pieno inverno fingendo di avere caldo alle mani? Non è restare svegli vedendola addormentare? Se non è da pazzi far tutto questo con la convinzione di essere amati, allora non so che altro sia la pazzia.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Se è vero che nulla ci appartiene, ciò che non resta è perché è destinato ad altri.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Sai cosa diceva sempre mio padre? Ciò che hai sempre desiderato, e non hai mai potuto avere, ti terrà sveglio di notte.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Prenda un puzzle e tolga una tessera. Per lei è completo?
No.
E perché? Non conta forse la presenza?
Conta la posizione. La giusta posizione delle cose, ragazzo. Una sola goccia in meno e non sarebbe mare.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Non ero io ad aver conosciuto lei, era stata lei a farmi conoscere. Ebbi il piacere di incontrarmi e riconoscermi tra tutte quelle persone che ero stato per scelta, comodità, vizi o… o interesse nella vita. Mi vergognavo ma…ma… solo in quel momento presi coraggio e presentai me a me stesso.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Eppure?
Ci son stati momenti in cui la pensavo così intensamente che credevo di disturbarla. E in quegli attimi capii che il piacere non stava nell’essere trovati ma nella convinzione che qualcuno ci stesse cercando.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Vedi ragazzo, ci misi del tempo, ma iniziai a elaborare i pensieri e misi tutto a posto. Li spolverai uno ad uno e li trasformai in ingranaggi che filtravano le delusioni in conforto, le paure in sorrisi e i dolori in innocui fastidi. Arredai la mente con favolose memorie e mutai il tutto come mai avrei pensato di fare. Poi qualcosa dentro s’inceppò. E lo lasciai lì a farsi lavorare dal tempo. E a poco a poco iniziò a far parte di me. Ormai è parte di me, e privo di esso, ne sentirei la mancanza; la mia completezza stette nell’accettazione.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“…la vita ti mette davanti a più addii che arrivederci. E non pensare che tutti giocheranno le proprie carte pur di tenerti stretto. Son seduti a più tavoli di quel che pensi… quando passeranno dietro di te prima di congedarsi, avranno già scoperto ogni carta del tuo mazzo.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“L’incredibile stava nella felicità con cui le persone nel momento di difficoltà avessero un’abilità innata nel raccontare una bugia.
Nessuno te lo insegna. Lo si ha.
Ci si nasce con questa cosa dentro.
Come leccare la carta d’alluminio dello yogurt. E il problema sapete qual è?
Il problema maggiore delle bugie è che sovrapposte alla verità hanno gli stessi contorni.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Poco più che ragazzino mi sentivo sempre un gradino sotto gli altri, ma è da lì che ho visto i difetti nascosti sotto le giacche della gente.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Quando si smette di vivere? Quando ci si abitua alle perdite.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Il problema di certi abbracci non è entrarci, ma uscire illesi da essi.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Tua nonna mi diceva sempre: disegnerai le paure e le colorerai; andrai oltre i contorni perché saranno sempre più grandi di quelle che ti eri immaginata.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Capivo che tutto ciò, era come una scheggia che il corpo faticava a rimuovere, non esistevano cure. Non c’era attesa che portasse sollievo, ma una cosa la capii anch’io. La consapevolezza che tutto ciò che si paga ha una fine. Un whisky ha il suo fondo del bicchiere. Una puttana, torna sempre da dov’è venuta. Ogni libro ha un’ultima riga e potrei citare altro, ma non è questo il punto. È per tutto ciò che non si paga che si è sempre impreparati a dare il giusto valore. Così nascono le delusioni, i rimpianti, le cadute; e tutto ciò che è inatteso, inaspettato, quando si presenta, ha un triste e inspiegabile culmine di dolore. Ma lo si deve affrontare in un modo o nell’altro.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Da quale stagione si sente rappresentato signor Daniel?
Un autunno primaverile? – lo dissi come se avessi pronta quella risposta da ani, poi continuai- quando tutto sembra finire e invece rinasce. Quando le foglie nel loro silenzio pensi cadano gialle e asciutte, ed invece le scopri verdi e salde ai rami. Quando aspetti la neve e invece fuori c’è il sole. Quando l’umore della gente è più basso della suola delle scarpe e ci si ritrova felici. Quando un uomo è prossimo alla morte e inizia a vivere… per questo le ho detto che ogni stagione non è certa dei suoi frutti.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Non esiste un giorno in cui ci si impone di dover crescere, ma arriva il giorno in cui la vita te lo impone. E quello che ho capito è che il dolore, quanto gli errori, hanno un peso ben diverso da adulti. A volte avrei desiderato sbagliare e tirarci una riga sopra, ed invece cancellavo. Così mi ritrovavo nelle stesse situazioni solamente perché non avevo modo di leggere sotto quella riga di annullamento. Il fatto è che la vita è soltanto una penna pronta a scrivere sempre.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“La conosce la storia del tarlo? Il tarlo convinse il tavolo che la colpa era soltanto sua perché era di legno.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Giunsi all’idea che si riconosce subito qualcuno che legge; assimila il dono del saper ascoltare.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Sempre convinti di tutto. Sempre così sicuri di tutta la prevedibilità di cui ci circondiamo. Sappiamo sempre le cose come andranno. Ci fidiamo di ciò che ci viene insegnato e quando accade il contrario, cadiamo. Cadiamo sul guscio e fatichiamo a girarci. E rigiriamo le teorie come fossero maglioni tolti di fretta la sera poco prima di fare l’amore. Ma se solo per una volta riuscissimo ad indossare al contrario tutto ciò che ci circonda, non vi sorge il dubbio che potremmo essere noi i giusti? E gli altri? Gli altri con le loro biciclette rosse di domenica, gli altri con le scarpe nuove di domenica e le sciarpe al collo che non scaldano mai quanto dovrebbero. Gli altri con le loro convinzioni, il loro sapere. Allora cambiate. Siate audaci. Siate unici coi vostri maglioni girati, e mentre derideranno del vostro portamento, poco a poco scoprirete che poi non sarete così sbagliati.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Ho capito questo dalla vita. I libri più belli non li han scritti coloro che hanno frequentato le università o han vissuto l’alta borghesia tra banchetti, balli, feste e belle donne; son di coloro che han camminato sul ciglio della strada e respirato la polvere ancor prima che si posasse a terra. Di chi ha trovato il tempo di impugnare una penna nonostante la povertà, cullando una tale ricchezza d’animo da sentirsi liberi con una macchina da scrivere.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Le persone non spariscono, ci aspettano soltanto da un’altra parte.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

“Ho sempre pensato che le persone lascino parti di sé ovunque vadano. Ci spostiamo coi nostri bagagli grandi e colorati. Poi ci fermiamo, li riapriamo sul letto di un hotel e a fine serata ricomponiamo la valigia e spingiamo tutto dentro fino a chiuderla. Ci sediamo sopra e con una leggera pressione rigiriamo la zip sui tre lati. Lei si chiude, e noi convinti di aver ripreso su tutto, ripartiamo. Ripartiamo sempre; ogni giorno. E non ci accorgiamo di ciò che lasciamo fuori dalla valigia. E sa, signor Daniel, un giorno lasciamo un sorriso per colui che non tornerà. Un giorno avremo da spedire una lettera senza l’indirizzo cui destinarla. Lasceremo le lacrime in un ascensore di uno squallido ristorante alla stazione. Odieremo una canzone perché avremo perso il cuore con cui ascoltarla. Dormiremo con la luce accesa per paura del buio, quando avremmo sempre dovuto temere chi ci scriveva lettere al sole.”

[Daniele Magnani, I cavi]

 

Vota ora