“Il giudizio universale” – Raimondo Preti

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AUTORE: Raimondo Preti
TITOLO: Il giudizio universale
EDITORE: Porto Seguro
GENERE: Narrativa

TRAMA

Stanco degli uomini, Dio progetta un nuovo Giudizio Universale e invia sulla terra l’Arcangelo Gabriele per rapire i bambini meritevoli, coi quali ripopolerà la terra dopo l’evento. Così, in un quartiere di periferia di una qualunque città i bambini iniziano a sparire e sembrano inghiottiti dal buio di un improvviso blackout che ammanta i caseggiati, portato da una fitta pioggia silenziosa e dal fiume che cresce minaccioso. Gli intenti dell’Arcangelo sono senz’altro nobili: Gabriele adempie al suo compito, ligio al dovere, ma non mancherà di affezionarsi al piccolo Vanni e alla sua famiglia, di stupirsi del multiforme e bizzarro umano, di emularne i difetti, di prendersi a cuore le vigliacche creature che siamo. Con ironia dissacrante si narrano le avventurose vicende di Gabriele sulla terra, in un tourbillon di situazioni grottesche e diabolicamente divertenti, in cui tutti i personaggi fanno la parte di protagonisti, in un unico racconto a più voci.

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RECENSIONI

“Il Giudizio Universale” di Raimondo Preti è un libro grottesco che con ironia pungente delinea un ritratto degli uomini che oscilla tra il bene e il male.
Dio è stanco del comportamento degli uomini così decide di punirli attraverso un nuovo Giudizio Universale ed affida all’Arcangelo Gabriele il compito di scendere sulla terra tra gli umani per prendere dei bambini buoni che andranno a ripopolare il mondo.
Con l’arrivo di Gabriele sulla terra, il mondo verrà colpito da un blackout e il buio, insieme ad una pioggia senza fine, caleranno sugli uomini preannunciando l’inizio della fine del mondo.
Il compito di Gabriele verrà messo in discussione dall’incontro con Vanni il quale porterà l’Arcangelo a modificare il disegno divino.
Raimondo Preti ha scritto un libro non di facile lettura, nonostante i capitoli siano molto corti, spesso si perde il filo del discorso; il modo in cui vengono descritti gli avvenimenti e le situazioni che si creano durante il viaggio di Gabriele rendono il racconto un po caotico, infatti in maniera repentina e inaspettata situazioni e scene cambiano confondendo il lettore.
In ogni capitolo l’Arcangelo Gabriele si pone sia come protagonista degli avvenimenti narrati, sia come un semplice spettatore di ciò che avviene e in entrambi i casi mantiene le fila della vicenda.
Gabriele è ben lontano dall’Arcangelo che ci possiamo immaginare, si discosta molto dalla concezione di divino, tanto che durante tutta la sua permanenza sulla terra si farà coinvolgere dalle azioni malevole dell’uomo, tanto da abbassarsi al loro livello rendendo le vicende grottesche.
Gli uomini vengono presentati come maligni, crudeli, inconsistenti nei loro valori, sono uomini pieni di difetti e cattivi a cui Gabriele si affezionerà e spesso cercherà di copiarli; gli unici personaggi che porteranno in tanta bruttura umana, un po di speranza, saranno Vanni e la sua famiglia.
I toni della vicenda sono cupi, impregnati dai vizi umani: sono questi che risaltano in tutta la vicenda in cui l’ambientazione va in secondo piano ed è solo percepibile, tanto che lo scrittore non si sofferma nella descrizione dei luoghi.
Il libro piacerà sicuramente agli amanti del grottesco e ai curiosi di capire quanto sia sottile la linea del bene e del male che coesiste nell’uomo.

[©Gaia Micheletti per Le frasi più belle dei Libri…]

 

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