“I fiori della morte” – J. J. Ellis

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FRASI

“Frenetici come un’orda di topi, le teste basse, le mascherine che gli imbavagliavano la bocca, sciamavano nelle gallerie della metropolitana per tornare ai loro monolocali nelle periferie tutte uguali”

[J. J. Ellis, I fiori della morte]

 

“Recise la foglia con la precisione e la cura di un chirurgo. Come qualcuno che andasse fiero del suo lavoro. Ciò che veniva tolto era importante quanto ciò che restava.
Per rendere giustizia ai fiori e all’intera composizione, gli spazi – il vuoto, il ma, ovvero lo spazio negativo – dovevano essere calcolati con la medesima esattezza che sua madre gli aveva mostrato tanti anni prima”

[J. J. Ellis, I fiori della morte]

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“Ma quella che vide nei suoi occhi non era rabbia. Solo uno sguardo distante, glaciale.
Pieno di tristezza.
Pieno di nostalgia e smarrimento”

[J. J. Ellis, I fiori della morte]

 

“Ma i reporter sapevano inchiodare le persone alle loro responsabilità”

[J. J. Ellis, I fiori della morte]

 

“La vita non è giusta. È solo più giusta della morte. Tutto qui.”

[J. J. Ellis, I fiori della morte]

 

“Quando, al primo sguardo, la vedeva in tutta la sua bellezza, circondata dagli oggetti tradizionali, gli sembrava di non avere più fiato per respirare. Succedeva sempre, ogni volta.
Poi lui si accomodava, e beveva. Non gli piaceva il gusto, non gli era mai piaciuto. Non gli piaceva nemmeno l’odore. Ma avrebbe bevuto ciò che lei gli offriva per farle piacere.
Perché era il loro momento speciale, insieme.
Perché avrebbe voluto che non finisse mai.”

[J. J. Ellis, I fiori della morte]

 

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