“Nel nero degli abissi” – François Morlupi

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FRASI

“Durante la notte, per fortuna, l’ansia si era eclissata, ma adesso cominciava a risvegliarsi dal torpore. La sentiva, eccome se la sentiva. A breve avrebbe preso lei il controllo, diventando il pilota della sua mente.”

[François Morlupi, Nel nero degli abissi]

 

“Caro maestro di nuoto, io non mi tufferò mai col rischio di inabissarmi in mondi sconosciuti, voglio evitare il nero degli abissi e tutto ciò che ci si nasconde dentro. Rimarrò fermo,
immobile, senza tentare di cambiare nulla. Non hai ancora capito che io ho paura della paura stessa?”

[François Morlupi, Nel nero degli abissi]

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“Amava la sua amicizia silenziosa, mai una parola fuori posto, mai una domanda sul suo passato, mai un giudizio sprezzante. Vivere alla giornata senza troppi rimpianti e rimorsi”

[François Morlupi, Nel nero degli abissi]

 

“Un cattivo presagio gli inondò la mente come l’esplosione d’acqua di una diga appena spezzata. Dentro di sé aprì un ombrello cinese di carta e si mise al riparo dall’onda in arrivo”

[François Morlupi, Nel nero degli abissi]

 

“Rimanere umani rappresentava la migliore vittoria possibile nei confronti del Male”

[François Morlupi, Nel nero degli abissi]

 

“Essere adulto è stato il desiderio più stupido che potessi avere da bambino.”

[François Morlupi, Nel nero degli abissi]

 

“La sincerità era diventata una sinfonia rara, vista la frequenza, di cui erano ormai saturi, nell’ascoltare gli accordi della falsità e delle maschere pirandelliane che offrivano sempre lo stesso, monotono, concerto.”

[François Morlupi, Nel nero degli abissi]

 

“Eppure l’arte pare non nasca mai dalla felicità. Si scrive perché si è infelici, si dipinge perché si è tristi, si scolpisce perché non si riesce a stare in questo mondo. La vita non è mai perfetta, mentre nell’arte si può raggiungere una tale condizione.”

[François Morlupi, Nel nero degli abissi]

 

“I peccati del passato vestono lunghi abiti.”

[François Morlupi, Nel nero degli abissi]

 

“Sapete qual è la cosa più terribile del mio mestiere? Accorgersi ogni volta, quando l’indagine è terminata e la polizia ci ha consegnato i ricercati, come essi non siano assolutamente i mostri dipinti dalla stampa. La gente lo spera ardentemente, trincerandosi dietro una finta credenza e i giornalisti impegnano tutte le loro energie e il loro inchiostro nel descriverli come tali. Ma purtroppo la realtà è un’altra: sono persone normali. Magari hanno figli, posseggono cani e lottano per l’ambiente. E sapere che siano come noi ci induce una paura incredibile. Perché se loro sono come noi, noi possiamo essere… come loro.”

[François Morlupi, Nel nero degli abissi]

 

“Il bambino aveva capito che poteva essere diverso dagli altri e non vergognarsene. Aveva compreso che ognuno percepiva il mondo con la propria sensibilità. Soutine ne era l’esempio; malgrado non rappresentasse in nulla il concetto di perfezione che la società tentava di veicolare, l’artista russo arricchiva la società stessa con la sua umanità e visione del mondo.”

[François Morlupi, Nel nero degli abissi]

 

“…conosceva bene il concetto di felicità, fino a quella maledetta sera. Per questo quando l’aveva avvertita abbandonare il suo mondo, sbattendo la porta con così tanta violenza, sapeva che non sarebbe tornata mai più.”

[François Morlupi, Nel nero degli abissi]

 

“Perché doveva andare a cacciarsi sempre nei guai? Era però il principio della vita, il vivere comportava l’inaspettato”

[François Morlupi, Nel nero degli abissi]

 

“Ogni anno la stessa storia. Ogni anno sempre peggio. Il tempo era l’unico avversario che non si poteva battere e se ne stava accorgendo.”

[François Morlupi, Nel nero degli abissi]

 

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