Anna Politkovskaja. Reporter per amore – Lucia Tilde Ingrosso

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5/5 (3)

AUTORE: Lucia Tilde Ingrosso
TITOLO: Anna Politkovskaja. Reporter per amore
EDITORE: Morellini
GENERE: Narrativa biografica

TRAMA

Anna Politkovskaja è una giornalista russa uccisa, a quarantotto anni, nel 2006 a Mosca. Con i suoi capelli grigi e gli occhialini in metallo, è diventata un’icona della libertà di espressione. Nella sua vita ha raccontato molte storie, ma nessuno aveva ancora raccontato la sua. Ora, eccola. Quella di Anna è, prima di tutto, una storia d’amore. A diciotto anni incontra Sasha, che diventerà un giornalista di successo. È un caso se il loro matrimonio entra in crisi quando lei diventa più famosa di lui? Ma è anche una storia d’avventura: quaranta volte in Cecenia, da clandestina, soffrendo la fame, la sete e il freddo. Rischiando la vita. Facendo gli incontri più vari. Per non parlare dei contorni gialli: chi l’ha uccisa quindici anni fa? E perché? Possibile che dietro ci siano davvero Vladimir Putin, presidente della Russia, o Ramzan Kadyrov, capo della Cecenia? Una vita da romanzo, ricostruita grazie alle parole di Anna. E ai racconti di chi l’ha conosciuta, amata, raccontata. Un libro scorrevole e documentato, che può ispirare le donne che ambiscono a ruoli da protagoniste. I reporter che hanno come unico faro quello della verità. E i giovani, che cercano un modello a cui ispirarsi. A intrecciarsi con la cronaca una storia d’amore, fra realtà e finzione, ambientata a Mantova nel 2005, per Festivaletteratura, l’unico evento italiano di Anna.


RECENSIONI

Anna Politkovskaja vive a Mosca. È una giornalista, ha due figli. Anna non racconta di moda ed economia. Racconta la guerra in Cecenia. Il massacro di poveri innocenti, gli stupri, le violenze che i russi stanno perpetuando tra quelle vie, su quelle anime.

Anna racconta tutto questo per aprire gli occhi al mondo, per dirgli che in quell’angolo dimenticato da Dio la gente muore nei modi più brutali; chiede udienza, chiede che i diritti di quella povera gente vengano riconosciuti.
Urla quel dolore, che ha fatto suo nei tantissimi viaggi in Cecenia (lei stessa si definirà una cecena), ad un occidente distratto e disinteressato. Le sue parole però arriveranno forti e chiare alle orecchie di chi è autore di quella tragedia.
Quando, in uno dei tanti convegni che terrà anche all’estero per sensibilizzare il mondo su questa tragedia, qualcuno le chiederà perché non fugge da quelle costanti minacce di morte, lei stoica risponderà che non andrà mai via, dovrà essere LUI a cacciarla.
Lui è Putin. E tutti sappiamo che ci riuscirà.

Nel libro “Anna Politkovskaja, Reporter per amore”, Morellini editore, la giornalista è raccontata principalmente da un uomo che ha la fortuna di incontrarla e si innamora, seppur platonicamente, di lei.
È un punto di vista accattivante, diretto ed emozionante.
Dal momento in cui ho terminato il libro a quello in cui ho scritto la recensione, sono passati alcuni giorni. Eppure non ne è passato nemmeno uno in cui io non pensassi ad Anna, alle umiliazioni, al dolore, alla paura che ha vissuto.

Alla potenza delle sue parole. Perciò sì, Anna vive.

©Martina Caruso per @lefrasipiubelledeilibri

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