“Cesare” – Mauro Valentini

Come Quando Fuori Piove

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AUTORE: Mauro Valentini
TITOLO: Cesare
EDITORE: Armando Editori
GENERE: Narrativa

TRAMA

Cesare vive da anni in una sorta di isolamento volontario. Ha un buco dentro a cui non sa dare una spiegazione. E allora inizia a cercare il motivo di questo suo malessere ripercorrendo i momenti più importanti della sua vita. Gli amori perduti, un figlio che non lo vuole come padre e un brutto infortunio che ha spezzato i suoi sogni di promessa del calcio. Ma in questo percorso di riflessione rabbiosa troverà presto qualcuno contro cui riversare le colpe del suo fallimento. E deciderà di vendicarsi, mettendo in moto un piano violento e salvifico, che scatenerà una serie di azioni e reazioni che lascerà il letto letteralmente senza fiato.


RECENSIONI

“Il dolore conduce all’amarezza; l’amarezza alla rabbia”, è una frase di Terry Brooks che ben delinea la discesa verso il punto più basso della vita di Cesare, protagonista dell’ultimo libro di Mauro Valentini.
Eppure un tempo la sua vita procedeva regolare come tante altre attorno a lui: aveva una moglie e un figlio, un lavoro che amava. Navigava tranquillo con l’imbarcazione che il destino gli aveva fornito, provvista di qualche falla, come quella di ciascuno di noi, ma ancora in grado di tenere la rotta. Finché non si è incagliato in qualcosa; finché un’onda non l’ha sommerso e lui si è ritrovato punto e accapo, senza più forze. È capitato a ognuno di noi o se non è successo, potrebbe capitare, senza riuscire a impedirlo. Perdere la bussola, ritrovarsi in un gorgo senza via di scampo. Lasciarsi sopraffare perché non si ha la forza di reagire. Cesare dispone dei mezzi per uscire dalla sua crisi, ha un lavoro che gli permette una vita più che dignitosa, è un cinquantenne piacente, in grado di saper sfruttare le situazioni a suo favore. Eppure non riesce a evadere dalla prigione che la sua mente ha costruito, incapace, nell’abisso in cui è stato inghiottito, di trovare il suo posto nel mondo. Questa è una delle grandi forze della scrittura dell’autore, rendere credibile ogni personaggio, nelle sue fragilità e imperfezioni. Così troviamo pezzi di noi in Eleonora e la sua voglia di fuggire da un matrimonio senza amore, in Carmen, che preferisce costruirsi un castello di illusioni piuttosto che cogliere l’occasione che il destino le offre; Arrigo, con le sue ipocrisie e solitudini, così simili a quelle di Cesare, e persino Pietro, il figlio di Cesare, furioso col padre per la sua incapacità di essere genitore, così amareggiato da restare cieco a qualsiasi richiesta d’aiuto. Ognuno di loro vorrebbe realizzare la propria versione migliore, alcuni pensano di esserci già riusciti, invece tra l’inchiostro troviamo le speranze delle loro vite sfumate, illusioni bruciate come le pellicole di cellulosa che scorrono sui rulli.
I dolori di Cesare, incagliati dentro di lui poiché incapace di esprimerli, sono proliferati al suo interno, fermentando fiele e astio. Anche se all’inizio Cesare cerca palliativi al suo malessere, soprattutto di tipo fisico, si dedica poi alla ricerca di un capro espiatorio, la cui eliminazione finalmente porterà al riequilibrare le sorti di una vita ingiusta. È una lezione importante quella che vuole mostrarci Valentini, quella di un uomo che nella sua incapacità di riconoscere l’origine del male, della disperazione, finirà col trasformare la sua esistenza in un’insulsa sequela di momenti mediocri intervallata da dolori dalla quale solo un gesto estremo potrà salvarlo.

©GAIA DEL RICCIO per Le frasi più belle dei Libri…

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