“Gli invisibili” – Pajtim Statovci

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AUTORE: Pajtim Statovci
TITOLO: Gli invisibili
TRADUTTORE: Nicola Rainò
EDITORE: Sellerio
GENERE: Narrativa

TRAMA

Si innamorano già dal primo incontro, seduti al tavolino di un bar. Arsim è albanese, Miloš serbo, vivono a Pristina, in Kosovo, a metà degli anni Novanta, studiano all’università. Per entrambi la cultura di provenienza rifiuta le relazioni tra uomini. Eppure la loro storia sembra perfetta, l’anima e il corpo, lo spirito e la carne, Romeo ha trovato Romeo. Anche se Arsim è sposato, a seguito di un matrimonio combinato voluto dai genitori. Di lì a qualche mese la guerra sconvolgerà le loro vite, serbi contro albanesi, milioni di profughi, una ferocia efferata che scatena il terribile naufragio di una nazione. Arsim e Miloš avevano un sogno, e quel sogno è impossibile. Arsim partirà con la famiglia verso un paese straniero, Miloš si arruolerà come medico, vivrà in pieno la disumanità della guerra. Il primo diventerà un marito violento, un padre tirannico, il secondo sembra sprofondare nell’oscurità. Storia di una grande passione che si infrange contro una realtà assurda e al tempo stesso atrocemente vera, Gli invisibili è un romanzo di rabbia e tenerezza spiazzanti che racconta in un unico sguardo l’amore e l’orrore e indaga con lucidità il ricatto implacabile dei desideri che ci torturano, perché «i sogni corrono dietro alle menzogne che diciamo a noi stessi».

Come è possibile sopravvivere quando non puoi essere quello che sei, quando bisogna nascondersi dal mondo e nel mondo? È un quesito che vale ancora oggi, persino da noi, e in molti paesi d’Europa, e Pajtim Statovci ha la grazia di narrare la Storia nel riflesso dello specchio più intimo e nascosto, di affrontare paure e verità con una prosa luminosa e uno sguardo delicato, con un virtuosismo che eleva la sua arte in una dimensione che non ha tempo e luogo.

La giuria del Finlandia Prize, il più importante premio letterario finlandese, ha scritto: «Questo è un romanzo che incanta grazie al potere della sua lingua. Una storia di umana follia, di perdita e crudeltà, ma anche di amore e devozione». Come già ne Le transizioni, Statovci si dimostra uno dei più innovativi e potenti romanzieri europei.


RECENSIONI

“Lui é un serbo, e io un albanese, e per questo dovremmo essere nemici, ma ora, mentre ci tocchiamo, fra noi non c’é nulla di insolito o di estraneo, ed io ho la sensazione netta che noi due, noi non siamo come gli altri, e questa sensazione si fa sempre più intensa, sempre più indiscutibilmente chiara, é come venisse dall’alto, un messaggio indirizzato a me; per noi non conta quanti ci guardano sconcertati o ci chiedono di non intralciare il passaggio, o quanti ridacchiano superandoci, forse perché non siamo in grado di modulare parole per loro, e nemmeno per noi stessi.”
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Questo è un libro intenso come pochi. Ho finito di leggerlo tempo fa eppure riesco a scriverne solo adesso. “Gli invisibili” si intitola, perché i protagonisti, l’albanese Arsim ed il serbo Miloš, che vivono a Pristina in Kosovo, si guardano e si innamorano e sono costretti ad amarsi da invisibili. Puó un grande amore essere o diventare davvero invisibile? La loro cultura non accetta questo amore “sbagliato”, sotto ogni profilo. E loro sono costretti a rubare tempo al tempo e a loro stessi.
Come si fa a scrivere di tutto il dolore che attraversa Arsim, forzatamente sposato e poi inaspettatamente padre? Come si fa a parlare di tutta la rabbia che lo assale per l’ingiustizia emotiva che subisce, di come sia frustrato come marito e come padre, di come non sappia scovare vie d’uscita? Come si fa a descrivere la mente di Miloš, la sua voglia di libertà, la leggerezza con cui accoglie Arsim? Come si fa?
La durezza del destino diventerà la loro, Arsim scapperà in un paese straniero e Milos si arruolerá come medico di guerra. Entrambi che conoscono la guerra, schiacciati dalla loro guerra emotiva sprofonderanno nel buio.
L’amore puro e profondo che condividono li salverà o li ucciderà?
Leggere Statovci é esperienza.
Con ogni pagina afferra le viscere e le fa vibrare e fa sentire il lettore un perfetto idiota perché gli schiaffeggia in faccia il vero dramma della vita. Questa grande passione che fa sognare si scontra brutalmente con la realtà, ed il lettore non può che soffrire.
Soffre anche con Ajshe, la moglie di Arsim, personaggio femminile fortissimo.
Questi personaggi educano, anche quando indisolngono, inoltre hanno un compito arduo: educare il lettore alla certezza che l’infelicità é quanto di più logorante esista.
Specie se conseguente ad un amore vero strozzato.
Questo libro va vissuto, a mente e cuore aperto…l’occasione per chi legge é ghiotta: coltivare empatia.
Per essere un giovane scrittore Statovci scrive con il sangue e sa solo scavare.
Brillante.
Profondo.
Sensibile al punto da rendere difficile credere che sia giovane.
Consigliato a chi ama le storie forti, a chi ama farsi scombussolare da un libro.

©Maria Elena Bianco

 
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