“Storia di una ladra di libri” – Markus Zusak

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3/5 (1)

AUTORE: Markus Zusak
TITOLO: Storia di una ladra di libri
TRADUTTORE: Gian Maria Giughese
EDITORE: Sperling & Kupfer
DATA USCITA: 05/03/19
GENERE: Storia

TRAMA

È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l’inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero.

Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé.

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Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d’amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l’orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché “ai tedeschi piaceva bruciare cose.

Negozi, sinagoghe, case e libri”, poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n’è uno in pericolo.Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all’improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto.

Raccontato dalla Morte – curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona – “Storia di una ladra di libri” è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.

Markus Zusak, ha pubblicato questo libro con il titolo “La bambina che salvava i libri“, in seguito è stato tradotto come “Storia di una ladra di libri”.


RECENSIONI

Un giorno un individuo si sveglia e semina parole, perciò il popolo presta ascolto, e quel qualcuno, di cui al momento non dirò il nome, sa già di averli in pugno; ma non è abbastanza.

È la totale approvazione che vuole, acclamazione.
Come fare? Promesse e tante tante parole.

Solo non può raggiungere l’obiettivo prefissato.
Ha bisogno di gente di “fiducia” per portare al popolo illusione.
Si circonda di gente disposta a tutto pur di avere un ruolo di rilievo e prosegue verso una meta già scritta nella sua testa.

Il popolo deve sentirsi ELETTO, è della razza suprema che ha bisogno il mondo… e alcuni non lo sono, perché è lui a stabilirlo.
Quindi decide che essere ebreo è un problema e la soluzione è lo sterminio.

Sì, è di Hitler che parlo (ma anche di chiunque si ostini a sentirsi un dio).

La voce narrante di questa storia è la Morte, e lei sì che ha diritto di parlare.

Storia reale e fantasia si mescolano e danno vita ad un romanzo particolare.
Storia di una ladra di libri”


Inizialmente l’ho trovato lento. Non si ha la possibilità di affezionarsi alla protagonista, sembra perennemente fredda; l’autore non valorizza nessun sentimento di Liesel, sembra frenato.
Credo sia stato fatto di proposito, perché al contrario, intorno a lei ci sono persone in grado di esprimere tanto, anche solamente con un gesto.

L’arrivo di Max ha cambiato prospettiva e alla fine ho velocizzato la lettura.
Le ultime pagine mi hanno letteralmente mozzato il fiato.

Nell’ultima parte (NO SPOILER) il lettore si ritrova a riflettere su ciò che fu, in maniera profonda, tralasciando la superficie. 
Umani numerati, privati di identità, dignità ed è inevitabile continuare a ripetersi, con un groppo in gola, “Non deve accadere mai più“.

©AnnaRLe frasi più belle dei Libri…

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