“Avevo un fuoco dentro” – Tea Ranno

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AUTORE: Tea Ranno
TITOLO: Avevo un fuoco dentro
EDITORE: Mondadori
DATA USCITA: 20/02/2024
GENERE: Narrativa

TRAMA – Avevo un fuoco dentro

Questo memoir, scritto nella lingua ispirata e inconfondibile di Tea Ranno, si apre con un risveglio in ospedale: Tea ha quarantacinque anni ed è appena stata operata d’urgenza per un’infezione che, partita dall’utero, è arrivata a infuocarle l’intestino, il fegato, i polmoni. Soffre di endometriosi da quando è giovanissima. Ma questa volta ne è quasi morta.

L’endometriosi è una malattia cronica che colpisce molte donne. Le cause non sono ancora del tutto chiare, la diagnosi spesso è complessa e non esiste una cura definitiva.

Provoca, tra le altre cose, cicli mestruali molto abbondanti e dolorosi, un dolore che – racconta Tea – “certe volte è come un cane che mozzica, certe altre è come un fuoco che brucia”.

Ma “Se hai male in quei giorni che c’è di strano?”, “Sei femmina, ti devi abituare”, “Hai la soglia del dolore troppo bassa”, “È un problema psicologico!” sono le frasi che si sentono rivolgere da generazioni le donne che ne soffrono.

Questo modo sistematico di screditare il dolore femminile contribuisce a far sì che l’endometriosi ancora oggi venga spesso diagnosticata con grande ritardo.

La vita di Tea Ranno e il suo percorso letterario sono un tutt’uno con la storia della sua malattia, e quella storia comincia in Sicilia, negli anni Settanta, quando lei è un’adolescente: in casa si parla poco di corpo, il pudore impedisce di affrontare i disturbi che riguardano la sfera intima, si tende a nascondere, a tacere.

Ma ciò che la bocca non può dire, finisce sui diari, e le parole diventano per Tea uno spazio di gioia e libertà. Da lei, però, ci si aspetta altro – che studi legge, che si faccia una posizione –, perciò anche la scrittura si trasforma in un segreto, un fuoco da tenere a bada, e Tea proverà a spegnerlo con tutta se stessa.

Fortunatamente, non ci riuscirà mai. Dopo aver generato infiniti sorrisi e lacrime con le sue storie di donne forti e coraggiose, Tea Ranno si mette in gioco in prima persona e affronta la propria, la più dolorosa e difficile da raccontare.

Lo fa perché questa storia – fatta di rabbia e impotenza, di diagnosi e cure sbagliate, della faticosa ricerca di un figlio, ma anche di amicizie e incontri salvifici – non è solo sua.

Riguarda tantissime donne, ed è per dar voce a tutte loro, per aggiungere anzi la sua voce a quella di chi già sta lottando perché questa malattia non rimanga invisibile, e per ricordarci che le nostre passioni più profonde possono sempre aiutarci a uscire dall’abisso, che questo libro esiste.

Avevo un fuoco dentro

fuoco


FRASI

…Quello che voglio dire è che tu hai lo strumento, capisci? Lo strumento per comunicare adeguatamente, anzi, lo strumento per far sentire come questa malattia ti tormenta la vita e la fa indegna. Devi solo scegliere se essere egoista o generosa.

Tea Ranno, Avevo un fuoco dentro

RECENSIONI

Avete presente quando per caso vi arriva fra le mani un diario segreto e non potete proprio fare a meno di leggere e sottolineare parole in cui ci si rispecchia? Quando pagina dopo pagina si divorano parole al punto da avere dubbi se si sta leggendo il proprio diario o quello di un altro? Ecco, la sensazione con questo ultimo libro di Tea Ranno è proprio questa.

La si legge e l’empatia s accende…in un attimo.
Non è un romanzo, non è una storia stilisticamente fantastica.

È vita vera.

Un diario, appunto, un memoir.
Tea ritorna “al punto del dolore” e lo segue passo dopo passo perché ha capito che ha uno strumento potente: la parola.
La parola, la penna, il talento.

E l’amurusanza verso i suoi lettori le dà compiere questo gesto così intimo: raccontare la sua vita di dolore.

Si parla di vita vera, dei primi amori, della Sicilia di limitante chiusura cattolica; si parla di casa, di luoghi, di amarezza, di dolore fisico e non, di sorellanza; si parla di tempo, di dottori, di sale operatorie, di diagnosi errate; si parla di amore, di speranza, di sopportazione.

Il libro inizia con una rappresentazione di Tea come una bambina perfetta: capelli a posto, ordinata, educatissima, mai una parola in più, ubbidiente, composta…una bambola. Il lettore comincia così, pettinando questa bambolina e ascoltando le sue dolorose confidenze.

Capisce poi che quella bambina perfettina è tutto fuorché una bambola: é una guerriera.

E come tale ha affrontato anni di dolore, ha abbracciato una seconda occasione. La guerriera è sopravvissuta ed ora racconta la sua storia che è la storia di tante.

Scritto con una sincerità disarmante, con una padronanza della lingua eccellente la Ranno tocca le donne e le invita alla sorellanza.
Invita a fare prevenzione, invita i genitori ad andare oltre, invita gli uomini ad avere maggiore empatia.

Tutti dovrebbero leggere questa storia…perché chi un modo, chi in un altro ha vissuto da sola un dolore lacerante…ed è bello sentirsi capiti.

Ho letto due volte il libro.

La prima volta per conoscerne il contenuto e poi per empatizzare con Tea…e mi sono trovata a piangere. Perché alcune pagina sono state scritte anche per me.

Consigliato alle madri di giovani donne, alle ragazze, agli uomini perché quel fuoco di parole non brucia, purifica. Salva, si spera.

©Maria Elena Bianco

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