“Cercando Virginia” – Elisabetta Bricca

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FRASI

“L’odio verso ogni forma di potere si era sedimentato nel suo animo fino a divenire un rancore sordo, che sembrava dimenticare solo tra le pagine dei libri che leggeva, e che lo portavano oltre. La lettura per Settimio, era resistenza, era libertà. […] Gli aveva chiesto solo una volta se fosse felice, Settimio aveva riso forte e lei si era sentita ridicola. “ No, non lo sono, ma quando leggo, lo sono un poco”.

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

“Pur nel grigiore della sua esistenza, Emma amava creare bellezza, come uno scultore che, con pazienza, dà vita a forme nuove dalla materia grezza. Come un orafo che lucida un vecchio gioiello e ne riporta alla luce l’originario splendore. Si sforzava, voleva e riusciva ancora a emozionarsi per le piccole cose: un fiore selvatico appena sbocciato, il silenzio della campagna dopo la pioggia, il profumo del fieno, i libri dalle pagine lette e rilette.”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

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“Anche a Emma capitava di sentire la tensione allentarsi quando correva nel bosco, quando sentiva la vita pulsare intorno a sé, quando volava tra i campi accompagnata dal vento. Era forse libertà l’infinito stupore che provava nel non sentirsi sola al cospetto degli alberi? Doveva essere quella, pensò, ma ne ignorava il vero significato.”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

“La paura è ciò che dobbiamo tenere a bada, la paura è infida e ci tenta. Ci fa fare passi indietro e scelte vigliacche.”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

“…nessuna serratura, nessun bullone può chiudere la nostra mente.”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

«Si è mai sentita come un uccello in gabbia?» Il suo era appena un sussurro. La mano si fermò sulla fronte, le sfiorò i capelli all’attaccatura. «Ricordi quando mi dicesti che non volevi tenere un pappagallino in mano perché ti sembravano prigionieri? Io mi ci sono sentita per tutta la vita prigioniera.» Le parole le morirono sulle labbra, ma poi riprese. «Ci sono molte cose che non sai di me, del mio passato. Non è importante che tu le sappia: quello che conta sono la tua forza, la tua determinazione. Trova la tua voce, ribellati e porta avanti ciò che io ho solo iniziato. Allora, come ha scritto Virginia in Una stanza tutta per sé: “Lavorare così, pur nella miseria e nell’oscurità, vale la pena”.»”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

“…pensava che c’erano persone chiuse in sé stesse, troppo convinte che la propria felicità dipenda solo da come riescono a difendersi dal mondo esterno. Lei, invece, desiderava avere uno specchio in cui riflettersi, desiderava che tutte le vite avessero una possibilità di riscatto, uno sprazzo di luce. La storia di Elizabeth, le parole di Virginia Woolf, le avevano insegnato ad andare in profondità, a superare le apparenze e a cercare di valicare i muri. Non c’entrava il perdono, quello non sarebbe mai stata in grado di concederlo. C’entrava la vita e la consapevolezza che se condivise, le colpe possono essere più leggere e persino sopportabili.”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

«Sa qual è il vero nemico di una donna, signora Thorne? Le donne come lei, quelle che credono che bastino un buon conto in banca, una casa lussuosa e dei bei vestiti da sfoggiare per essere felici. E un uomo che dica loro come pensare e come comportarsi. È davvero troppo difficile usare la propria testa, non è così? O seguire qualche segreta ambizione, lavorare, studiare, costruire la propria vita passo dopo passo, mattone dopo mattone, solo con le proprie forze.»

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

“Era quella fragilità, ammise a sé stessa, nascosta sotto la scorza virile ad intenerirla. Era quello sguardo che sembrava serbare la promessa di un mondo nascosto, e la solitudine che vi scorgeva così
simile a quella che lei provava e aveva provato anche in passato. Con Lorenzo si sentiva accolta. Forse lui sarebbe potuto diventare un rifugio sicuro nell’incertezza della sua vita.”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

“Sapeva finalmente chi era: una donna che aveva avuto la forza di affrontare le proprie paure e lo aveva fatto davanti a tanta gente, che aveva trovato il coraggio e, con esso, sé stessa. Una donna che non avrebbe mai più piegato la testa davanti a nessuno, ma avrebbe continuato a lottare.”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

“Il dolore”, continuò la signora, sfiorandole il viso con una carezza, “ ci costringe a costruire muri, l’amore ci aiuta a costruire ponti.”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

“A volte, succedeva così. Ciò che all’apparenza poteva sembrare insignificante celava rivelazioni inaspettate. Un corrimano a cui molte mani si erano poggiate, ognuna con una storia diversa; un bicchiere che era stato sfiorato da labbra di bambini, di amanti, di donne, di uomini. Una strada calpestata da persone che si incrociavano, si scontravano senza conoscersi. Quante storie, quanta vita. Bisognava solo saper ascoltare, fermarsi.”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

“Quando arriva, a volte, il dolore ha uno scopo: dare una direzione diversa, inaspettata. Se si è abbastanza forti da attraversarlo.”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

“Succede che quando ci si trova a dover attraversare l’ignoto, come una barca sperduta in mezzo al mare che non riesce a individuare un approdo sicuro, ci si rivolga al passato per trovare la forza. Emma ne aveva bisogno in quel momento. Aveva bisogno di ricordare che qualsiasi fosse stato l’esito del suo viaggio, aveva un posto e persone a cui tornare.”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

“La vita a volte ci costringe ad essere come non vorremmo mai, qualcuno in cui non ci riconosciamo che prende il sopravvento. Per sopravvivere. È più facile credere che gli sbagli che abbiamo fatto siano giustificati, se fatti a fin di bene.”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

“Nessuna donna nasce con un destino già scritto, non c’è alcun braccio a cui appoggiarsi e si può camminare da sole. Questo le aveva insegnato: ad avere fiducia nelle proprie capacità. L’indipendenza di pensiero.”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

“Non permetta a nessuno di imprigionarla. Il matrimonio, le buone maniere, l’essere abili nello stare al proprio posto, l’essere graziose e discrete sono gabbie in cui si è sempre cercato di incatenare le donne. Non ci caschi, me lo prometta. Vada avanti per la sua strada.”

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]

 

“Guardami”, pregò in silenzio. Lui sollevò il viso nella sua direzione: si dice che quando un’anima chiama l’altra risponda.

[Elisabetta Bricca, Cercando Virginia]