“Ma le stelle quante sono” – Giulia Carcasi

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FRASI

“Devi andare avanti, avanti, avanti… senza rimpiangere quello che ti sei lasciato dietro, perché, se è rimasto indietro, significa che non voleva accompagnarti nel tuo viaggio. Però ti è servito anche quel pezzo di roccia che non riesci più a vedere, ti ha fatto capire, ti ha dato slancio.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Ma possibile che devo sempre preoccuparmi per quello che ti succede?”
– “Mi hai sconvolto la vita!” – dice e sorride.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

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“Il mio cuore ogni tanto si ammala: è la malattia dei ricordi. E solo tu puoi aiutarmi a guarire. È una terapia lunga e difficile…
Si cura solo vivendo”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“…ma le stelle quante sono?” – Mi prende il dito e lo punta verso il cielo. 
Quando trovi l’amore puoi fare tutto, puoi anche contare le stelle. E quel cielo non è poi tanto distante e tanto nemico…”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“E’ fatta così: ascolta gli ordini del suo cuore e obbedisce.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“L’amore è così, non sai che direzioni prende, ogni tanto salta fuori un nuovo personaggio e tutto si complica.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Non mi piace legarmi. Ho poche amicizie, poche ma vere, di quelle che ti puoi fidare.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Io penso che sono meglio i rimpianti, perché su quelli ci puoi lavorare,perché puoi immaginarti il finale che più ti fa comodo, mentre i brutti ricordi il loro finale ce l’hanno già.
Meglio una storia irrisolta, che puoi stringerla tra le mani e cambiarle forma, come al pongo.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Tu non voli perché hai paura di precipitare!”
Non me la sento di volare, sono nata senza paracadute.
“Ma così non volerai mai!” e mi spiega che nella vita è meglio avere brutti ricordi che rimpianti.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Alla fine si sopravvive a tutto…è la filosofia del “Me la cavo”.
Si, ok, te la cavi, ma con le cicatrici come la metti?
Già, perché lì per lì il fuoco ti piace, però rischi di bruciarti.
E io non voglio cicatrici.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Ci sarebbero meno guerre se la gente si svegliasse con una favola.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Le storie sono come le persone.
Non sono fatte per stare sole.
Da qualche parte nel mondo c’è qualcuno che vive una storia che si specchia nella tua.
Guardati intorno!
Quel qualcuno non è tanto lontano da te.
E’ l’altra metà del libro.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Non mi importa se domani mi ritroverò qualche spina nelle dita, qualche scheggia nel cuore.
Voglio vivermi.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Non c’è stato niente tra noi.
Però c’è quell’uguaglianza, quella completezza.
Come se fossimo ai due capi di un filo.
E bastasse tirare la corda per chiamare l’altro.
IO/TU.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“E mi ritrovo ancora qui,
a parlare al cielo.
Ha le braccia grandi
e il sorriso che sa di scintille.
E’ vestito di tutto punto,
è vestito di stelle.
Fa paura questo gigante
che mi accarezza la testa,
che mi guarda vivere e non dice niente.
E vorrei contare le sue stelle,
per conoscerlo meglio,
per scoprirlo amico.
Ma le stesse quante sono?”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Fa un certo effetto vedere quei banchi vuoti, ti fa sentire che hai lasciato il tuo posto a qualcuno che neppure conosci. Qualcuno che leggerà le scritte che TU hai inciso, che si nasconderà in quello stesso angolo del banco dove TU ti nascondevi per sfuggire all’interrogazione, che batterà nervoso il piede a terra con lo stesso ritmo che TU avevi. Qualcuno che ruberà un po’ di vita tua.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Perché la scuola è come un supermercato, senza sportelli per le proteste però.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Noi restiamo noi, pure se la vita ci si mette di mezzo.
Devi essere forte, anche se non lo sei.
Non permettere a nessuno di pestarti il cuore.
Tira dritto, vai per la tua strada. Io seguirò la mia.
Ci ritroveremo a un incrocio. Ne sono sicura.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Se ami soffri, però almeno ami, se non ami soffri lo stesso e non hai niente in cambio.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“E domani non è domani, è il solito oggi con un nome diverso.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Se il mondo continua ad andare così, con tanti pupazzi che fanno “sì, sì” con la testa, non raccoglierò mai i miei sogni. C’è bisogno di rivoluzione. E per cambiare il mondo devi avere il coraggio di dire no, devi cominciare a vedere i colori, il grigio? Non esiste!, devi correre in una direzione sola.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Ricordatevi di non essere troppo decisi: tutto bianco…tutto nero…Ricordatevi il grigio.
Meglio non sbilanciarsi nella vita.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“…ma le stelle quante sono?” – Mi prende il dito e lo punta verso il cielo.
Quando trovi l’amore puoi fare tutto, puoi anche contare le stelle. E quel cielo non è poi tanto distante e tanto nemico…”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]

 

“Il mio cuore ogni tanto si ammala: è la malattia dei ricordi. E solo tu puoi aiutarmi a guarire. E’ una terapia lunga e difficile…
Si cura solo vivendo.”


[Giulia Carcasi – Ma le stelle quante sono]