“Nuoto libero” – Julie Otsuka

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AUTORE: Julie Otsuka
TITOLO: Nuoto libero
TRADUTTORE: Silvia Pareschi
EDITORE: Bollati Boringhieri
DATA USCITA: 18/10/2022
GENERE: Narrativa

TRAMA – Nuoto libero

Gli amanti del nuoto libero sanno che la loro amatissima piscina sotterranea è un luogo quieto, perfetto per il relax e la concentrazione, dove ciascuno gestisce il suo corpo e il suo tempo lontano dal mondo di superficie.

È il loro spazio, la loro zona di conforto, la fonte di un benessere superiore. La loro è una vita appartata e felice, vasca dopo vasca, virata dopo virata. Fino al giorno in cui la comparsa di una crepa sul fondo della piscina incrina le certezze di tutti, soprattutto di Alice.

Alice, madre della narratrice, soffre anche lei, in parallelo, per le crepe insanabili che minacciano la sua memoria. Senza la piscina a strutturare il suo tempo, la sua vita intera scivola nella confusione, nello scompiglio, nell’incertezza. Sua figlia la osserva, e ricostruisce per lei un passato che la memoria non trattiene più: l’infanzia, il campo di concentramento per giapponesi, il lungo matrimonio, la morte della prima figlia neonata, l’esperienza di madre nippoamericana in California.

Con una scrittura essenziale e con indicibile grazia e profonda tenerezza, Julie Otsuka osserva il declino di una madre imparando a orientarsi in un rapporto difficile e insieme ad amarla come mai prima.


RECENSIONI

“Lo choc dell’acqua – non c’è niente di simile sulla terraferma. Il liquido fresco e trasparente che scorre sopra ogni centimetro di pelle. La momentanea sospensione della gravità. Il miracolo del galleggiamento mentre scivoli, senza impedimenti, sulla liscia superficie azzurra della piscina”.
Questo libro segna il mio incontro con l’autrice Julie Otsuka, ed è stato amore. Sin dalle prime pagine mi son trovata piacevolmente sommersa dall’acqua della piscina, protagonista della prima parte del romanzo, e dalle parole scelte con una cura preziosa della seconda parte. Con sapiente maestria Otsuka mi ha fatto sentire l’odore del cloro, il rumore dell’acqua mentre si nuota, mi ha fatto vedere colori e dettagli ed ha descritto tutti i “nuotatori” in modo da renderli al lettore “amici”.
Difficile credere di non essere mai stata lí. La prima cosa che mi ha colpito é che nella prima parte del romanzo la voce narrante è un “noi”, e questa prima persona plurale fa riferimento
ad una comunità di nuotatori che frequenta una piscina pubblica che è collocata sotto la strada, è sotterranea: sono un gruppo unito divisi solo dal loro appartenere ad una determinata corsia lenta, media o veloce. I
n piscina, in acqua, sono tutti uguali: leggeri e senza problemi…senza pensiero alcuno ad eccezione della voglia e del bisogno di nuotare. Quel tempo in piscina scandisce la vita di ciascuno donando un ritmo personale unico.
All’improvviso i nuotatori scorgono una crepa sul fondo…e cambia tutto.
Cambia il registro vocale del romanzo e cambia la visuale.
Il lettore come i nuotatori resta spiazzato, destabilizzato.
Perché compare una crepa?
La crepa fa da imbuto, e dal gruppo l’attenzione si pone solo su una sola figura, ormai solitaria, una delle nuotatrici più assidue, Alice, pensionata alle prese con un rapido peggioramento cognitivo…
Dalla piscina si passa alla struttura del Bellavista. E il lettore segue con ancora più attenzione…
La scrittura di Otsuka altro non è che il seminare dettagli visivi in modo decisamente ipnotico. Esattamente come fa un sassolino sull’acqua si susseguono cerchi di varia ampiezza per fare entrare il lettore in empatia con Alice e sua figlia.
Al noi iniziale consegue una voce anonima che si rivolge alla figlia quasi cinquantenne di Alice.
Madre e figlia commuovono. Emozionano. Avvolgono.
L’incontro tra la figlia e la madre é fatto continui addii e ritrovamenti sempre più veloci e intensi, così come vuole la crepa nella memoria di Alice.
Nello smarrimento identitario che le porta in dote la demenza, Alice si troverà infatti a riesaminare tutta la complessa eredità simbolica della comunità nippo-americana del secolo scorso.
E il “Nuoto libero” diventa una metafora di vita difficile da dimenticare.
Questo libro è scritto per chi conosce le crepe…
Consigliatissimo.
©Maria Elena Bianco

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