“Un uso qualunque di te” – Sara Rattaro

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AUTORE: Sara Rattaro
TITOLO: Un uso qualunque di te.
EDITORE: Giunti
DATA USCITA: 12/03/2012
GENERE: Narrativa

TRAMA – Un uso qualunque di te. 

Una famiglia borghese apparentemente serena è quella formata da Viola, Carlo e dalla diciassettenne Luce: grandi occhi spalancati verso il futuro. Distratta madre e moglie, Viola coltiva mille dubbi sul suo presente e troppi rimpianti camuffati da consuetudini. Carlo, invece, è un marito presente e innamorato e la solidità del legame famigliare sembra dipendere soprattutto da lui.

È quasi l’alba di una notte di fine primavera quando Viola riceve un messaggio da suo marito che le dice di correre in ospedale. Stava dormendo fuori casa e si deve rivestire in fretta, non c’è tempo per fare congetture, il cellulare ora è scarico e nel messaggio non si dice a quale ospedale debba andare né cosa sia successo. Una corsa disperata contro il tempo, i sensi di colpa e le inquietudini che da anni le vivono dentro.

Fino al drammatico faccia a faccia con il chirurgo le cui parole porteranno a galla un segreto seppellito per anni e daranno una sterzata definitiva al corso della sua esistenza.

Un uso qualunque di te. 

qualunque


FRASI

Quando una persona ti attraversa l’anima, una parte di te si sbriciola, peccato sia la parte su cui hai sempre contato.

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te. 
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Ecco cosa fa un uomo quando s’innamora, afferra una bacchetta magica e ti risolve i problemi.

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Uno sguardo per capirsi, per ritrovarsi nudi pur senza essersi mai toccati o spogliati, ma poco importa se a toccarsi sono le anime, quelle anime nascoste, che nessuno vede… nessuno sa.. nessuno immagina…

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Non è colpa di nessuno e non esiste un modo giusto per amare qualcuno soprattutto se questo ti dà, comunque, più di quanto ti toglie.
Anche se per molti, lo so, sarei poco più della controfigura di un pazzo.
Del resto cos’è l’amore se non sentirsi dire ciò che ci fa star bene?

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te. 
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…sapeva come perdermi perché sapeva dove andare a cercarmi.

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…premere su una cicatrice fa male anche se non lo ammette nessuno…

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te. 

qualunque

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Uno sguardo per capirsi, per ritrovarsi nudi pur senza essersi mai toccati o spogliati, ma poco importa se a toccarsi sono le anime, quelle anime nascoste, che nessuno vede… nessuno sa.. nessuno immagina…

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Esistevo solo io perchè non esiste nulla di più egoista dell’amore.

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te. 
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Lo so che dovrebbe esserci sempre un inizio. Un attimo preciso nel quale puoi ancora cambiare il corso delle cose. Un bivio al quale ritornare con il pensiero: “Se avessi preso l’altra strada? Se avessi fatto l’altra scelta? Se avessi dato ascolto alla testa e non al cuore?”. Io non lo trovo, Luce. Non te lo so dire dove e quando è iniziato, perchè l’avevo già addosso.

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Tienimi ancora con te… non lasciarmi andare via… voglio venire via con te… toccami ancora… sentimi e respirami ancora… ho bisogno di te

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Mi chiesi se quest’uomo, in un’altra vita e in un altro mondo, l’avrei mai potuto amare. Amare come si ama a sedici anni, quando per sempre è davvero per sempre, quando ci credi nonostante tutto e nonostante tutti, quando tutto, anche la cosa più squallida, trova il suo posto.

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te.
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Il dolore è strano. Si manifesta all’improvviso e puoi solo aspettare che scompaia da sé. Non ci sono soluzioni né risposte. Bisogna fare un respiro profondo ed aspettare.
Però è vero che ti fa sentire vivo. Credo sia perché fa così male da toglierti il fiato. Ma se smetti di respirare vuol dire che sei ancora vivo.

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te. 
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Ogni tipo di guerra inizia dalla morte di qualcuno.

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Non riesco nemmeno ad immaginarla una vita diversa, nessuno può convincersi di stare bene se non si trova accanto a chi ama.

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Avevo voglia di raggomitolare il mio corpo, meno superficie esponi piu’ difficile sara’ colpirti.

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Al mio disordine sapevo far fronte, era l’ordine che mi smarriva.

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te. 
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Alcune bugie sono tali solo per chi le racconta, altre lo sono per tutti.

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…non si perdeva come gli altri, perdendo la strada sbagliata, lei si perdeva perché sapeva restare immobile.

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te.
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Il futuro lo puoi pianificare, prevedere, anticipare, ma quando arriva ti prende sempre alla sprovvista. È per questo che ti preoccupa.

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Ogni primo bacio nasconde il suo significato, Luce. Per quanto piccolo e inesperto sia, sarà sempre indelebile nel tuo cuore. Sarà con qualcuno che non puoi più levarti dalla testa e quando cercherà le tue labbra l’emozione sarà così forte da toglierti il fiato. Non si imbroglia con il primo bacio, Luce, perchè quando trovi la persona giusta il primo bacio è tutto.

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te. 
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Ci sono cose di cui non possiamo non parlare e altre che nemmeno vogliamo sentire nominare. Alcune le teniamo dentro come segreti, altre le sputiamo come sentenze. la cosa certa è che alcune cose parlano da sole.

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Quando una persona ti attraversa l’anima, una parte di te si sbriciola, peccato sia la parte su cui hai sempre contato.

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«A volte ci si accorge delle cose che ti fanno male solo quando è troppo tardi.»
«Come il fumo, l’ansia o il morso di una vipera?»
«Una malattia non diagnosticata, la distrazione, un’ossessione o la persona sbagliata.»

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…Mi amava come si amano le persone malate, senza chiedere né pretendere, ma soprattutto senza mai realizzare fino in fondo che io malata non ero.
Ascoltava i miei silenzi senza chiedermi mai a cosa stessi pensando.
Lui e i suoi post-it sul frigorifero: “Ti Amo piccola”.
Perchè lui piccola mi vedeva davvero.

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te. 
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Chissà cos’hai pensato mentre non ti rispondevo. Tu non perdi mai il controllo, sono io quella sbagliata, tu sei il punto fermo, io quella che oscilla.

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Uno sguardo per capirsi, per ritrovarsi nudi pur senza essersi mai toccati o spogliati, ma poco importa se a toccarsi sono le anime, quelle anime nascoste, che nessuno vede…nessuno sa…nessuno immagina.

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Se non l’avessi mai incontrato avrei passato la vita a cercarlo.

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Le cose si perdono. Le chiavi, i documenti, l’orologio, una partita a poker, un’occasione o una causa in tribunale. Ma puoi anche concederti di perdere tempo, o addirittura la testa.
E’ perdersi che è diverso. Riguarda sempre te stesso e il tuo cuore, chi ami o hai amato.
Quando i figli crescono, ogni giorno ne perdi un piccolo pezzo. Smetti di rimboccargli le coperte, di raffreddargli la pappa e di controllare i compiti. Non te ne accorgi nemmeno quando un giorno improvvisamente certe cose lasciano spazio ad altre e tu non sai spiegare esattamente come è successo.

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te. 
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Dondolo. Se mi guardi non si vede ma io dondolo. Mi dondolano dentro le ossa, il sangue, la linfa e la maggior parte delle cellule. Ogni parte del mio corpo è impilata sull’altra come un castello di carte. Quanto tempo riuscirò a rimanere in piedi?

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Quando una cosa inizia di solito non sai come andrà a finire, studi la lezione e non verrai interrogata, rimani imbottigliata in un ingorgo dopo aver ampiamente ragionato su quale fosse la strada meno trafficata, t’innamori dell’unica persona che non possiede alcun requisito che ti completi.
Il futuro lo puoi pianificare, prevedere, anticipare, ma quando arriva ti prende alla sprovvista.
E’ per questo che ti preoccupa.

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te.
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…premere su una cicatrice fa male anche se non lo ammette nessuno…

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Il dolore è strano. Si manifesta all’improvviso e puoi solo aspettare che scompaia da sé. Non ci sono soluzioni né risposte. Bisogna fare un respiro profondo ed aspettare.
Però è vero che ti fa sentire vivo. Credo sia perché fa così male da toglierti il fiato. Ma se smetti di respirare vuol dire che sei ancora vivo …

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te. 
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A volte la vita ci toglie le cose più belle in modo così crudele e senza spiegazioni logiche. Ma non è una colpa se qualcuno ci ama più della sua stessa vita.

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te. 
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Comunicare è la prima cosa che impariamo a fare. E in qualche modo, con il passare del tempo, la facciamo sempre meglio. Ma per uno strano motivo, crescendo iniziano le difficoltà. A volte ti mancano solo le parole o hai un vuoto di memoria. Altre volte l’imbarazzo ti blocca perché la situazione è troppo difficile. Più ampliamo il nostro vocabolario più diventa complicato farne un uso adeguato.

Ci sono cose di cui non possiamo parlare e altre che nemmeno vogliamo sentire nominare. Alcune le teniamo dentro come segreti, altre le sputiamo come sentenze. La cosa certa è che alcune cose parlano da sole.

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te.
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Mi sentivo come una quattordicenne che architettato male le bugie e adesso non sa come affrontare le conseguenze.

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A essere più dolorose sono davvero le nuove ferite, quelle ancora pulsanti, dove il sangue sembra non fermarsi e il bruciore ti fa mordere le labbra, o quelle vecchie, magari rimarginate da anni, con la loro cicatrice dura che ti trovi a torturare quando sei sovrappensiero?

Mi sono chiesta se le nostre vecchie ferite debbano insegnare qualcosa, qualcosa che abbiamo superato, una lezione su quello che dobbiamo evitare in futuro.

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te. 
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Il coraggio… credo si chiami così, quella cosa che non puoi comprare perché non sai dove cercarla ma che improvvisamente ti trovi addosso tanto da sentirla sulla pelle.

Non segue una mappa e non trova un luogo preciso ma sa smuovere tutto quello in cui credi, parcheggia le tue paure e spacca in due emozioni e rabbia. E poco importano tutte le tue incertezze e tutti i tuoi dubbi, perché ora sai cosa devi fare, come e, soprattutto, dove devi arrivare .
Può essere straordinario come volare, forte come un nodo. Il coraggio te lo trovi dentro, così forte da riuscire ad ucciderti, e spesso è anche tutto quello che ti resta.

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Mi avvicinai alle sue labbra come se fossi stregata e lo baciai perchè era impossibile non farlo. Per tutto quello che vedevo in lui, così giovane e così perfetto, per tutto quello che riusciva a ricordarsi, per la passione che occupava la scena, per la sua parte buona, per la sua fragile bellezza e per la delicatezza che non nascondeva mai.


Il mio battito accelerava. Le sue dita scivolarono sul mio braccio e poi, leggere, su pancia e fianchi. Io chiusi gli occhi e lasciai che le stelle e il mare ci danzassero intorno.
Poi di colpo il silenzio, e il mondo inizio’ ad avere un senso, lì tra i nostri corpi uniti, le nostre dita intrecciate, i nostri respiri affannosi. E l’emozione mi fece lacrimare gli occhi come se stessi fissando il sole.

Sara Rattaro, Un uso qualunque di te. 

qualunque


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