“Nell’intimità” – Hanif Kureishi

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AUTORE: Hanif Kureishi
TITOLO: Nell’intimità
TRADUTTORE: Ivan Cotroneo
EDITORE: Bompiani
DATA USCITA: 23/02/2000
GENERE: Narrativa

TRAMA

È una notte lunga per Jay: ha deciso di lasciare la compagna e i suoi due figli, dopo anni trascorsi tra litigi e riappacificazioni. Mentre si prepara ad abbandonare la sua casa, non può fare a meno di ripensare alla sua vita, di rivivere le trasgressioni dell’adolescenza, i sogni mai realizzati e la paura delle responsabilità.

Gli amori passati, gli amici, scorrono davanti ai suoi occhi come in un film, mettendo a nudo tutte le sue debolezze. È davvero deciso ad abbandonare la noiosa tranquillità quotidiana, rischiando l’affetto dei figli? Riuscirà a chiudersi dietro le spalle quella porta e diventare un altro uomo?

L’alba è vicina, non c’è più tempo per continuare a guardare dentro se stesso e scegliere se non voltarsi più indietro.

Nell’intimità

FRASI

– Ma le coppie non sono mai sicure se stanno giocando con le stesse regole, o se queste siano state cambiate da un giorno all’altro, senza che il partner ne fosse informato.

– Che innocenza particolare hanno le persone quando non si aspettano di venir ferite.

– Se non si lasciasse niente o nessuno, non ci sarebbe spazio per il nuovo.

– Fare del male a qualcuno è un gesto di riluttante intimità. Saremo pericolosi conoscenti con una storia alle spalle.

– Quasi sicuramente non le dirò le mie intenzioni stasera o stanotte. Rimanderò. Perché? Perché le parole sono azioni e fanno accadere le cose.

– È la notte più triste, perché sto per andare via e non tornerò indietro.

Nell’intimità

intimità


RECENSIONI

Ma il matrimonio è una battaglia, un viaggio terribile, una stagione all’inferno e un motivo per vivere. Devi essere equipaggiato in tutti i campi, non solo in quello.

Ho finito un libro di un autore che leggo per la prima volta (e non sarà l’ultima), romanzo che mi ha affascinato quanto disturbato. Poche pagine ma intense.

Protagonista è Jay, un marito, un padre, che vive una inquietudine tale da fargli prendere una decisione: lasciare sua moglie Susan e i due figli, piccoli. Tutta la storia si svolge in una notte, l’ultima notte a casa.

Jay non dirà niente a nessuno né alla moglie né ai figli. Ha deciso di lasciare tutto da vigliacco. Ne siamo sicuri? O invece è solo davvero coraggioso? In questa lunga e travagliata notte tra i suoi pensieri legati alla sua vita con Susan e quelli legati ai suoi figli, si intersecano i pensieri di ciò che è stato e teme di non essere più, di tradimenti, amori fugaci e notti brave.

Ecco la vera questione: ho fatto la scelta giusta?
Fino a che punto voglio davvero questa famiglia? Cosa ha più importanza: me stesso o la vita che ho costruito? Ed ecco che il lettore diventa, suo malgrado il confessore di Jay, quello che può ascoltare senza giudicare, l’amico fidato che nei momenti difficili non scappa. L’iperbole mentale è tutta femminile eppure é un uomo a raccontarci la sua storia ed è un uomo l’autore del libro. Anche i maschi si perdono in elucubrazioni e paranoie di fronte a scelte importanti.

All’inizio questo personaggio mi ha disturbata perché non ho amato il confine in cui ha rilevato moglie e figli, quasi fossero un peso, una occasione di soffocamento, una prigione. Mi ha disturbato anche il suo egoismo nello scegliere liberamente di andarsene… tanto è meglio così. Poi però pagina dopo pagina ho imparato a cogliere le sfumature, a guardare oltre e vedere che non sempre vivere dentro una famiglia appaga. Talvolta l’animo umano si concentra troppo su ciò che non ha: desiderio, inquietudine, sorpresa, novità.

E allora un bivio: provo a cercare nella coppia cosa mi manca o lo cerco altrove? E poi all’orizzonte un amore che sembra agevolare risposte…o forse no.
Hanif Kureishi riesce con schiettezza a scrivere una storia più che attuale e moderna (io sono un legale e di storie ne sento…) e a far riflettere. Anche le donne.

Spaventiamo e opprimiamo troppo l’uomo che abbiamo accanto? Siamo sempre troppo concentrate solo sui figli? Riusciamo a dire davvero tutto ai nostri compagni?
Io ho chiuso il libro ed ho realizzato quanto fortunata sono e mi sono premurata di farlo capire a mio marito, l’uomo della mia vita.
Consigliato.

©Maria Elena Bianco

 

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