“Uru” – Fabio Carbone

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AUTORE: Fabio Carbone
TITOLO: Uru
EDITORE: Fernandel
DATA USCITA: 20/01/2023
GENERE: Narrativa

TRAMA

Una creatura misteriosa turba il sonno di Paolo, gettandolo nell’angoscia. La sente muoversi lungo il perimetro della stanza, picchiettando il pavimento con le sue unghie ricurve. Finché una notte, svegliandosi con la sensazione di soffocare, nella penombra della camera distingue le sembianze di una grossa bestia accovacciata sul suo petto, intenta a scrutarlo. L’incontro dura pochi istanti, prima che la creatura con un balzo si dissolva nel buio, lasciando Paolo in un profondo sgomento.

Nel frattempo una morte inspiegabile, forse un omicidio, scuote il call center dove lavora, già in subbuglio per le voci di un’imminente delocalizzazione. Ma la polizia indaga senza esito, mentre tutto sfugge in una realtà rarefatta, sospesa fra inquietudine e allucinazione.

Sullo sfondo di un Salento desolato e decadente, fatto di campagne abbandonate e invase dai rifiuti, Fabio Carbone mette in scena l’insanabile contrasto fra un mondo nuovo, governato dalla mancanza di empatia e da un irriducibile cinismo, e la vecchia società contadina, di cui solo un’eco lontana e ormai indistinguibile lambisce quelle che ci sembrano le consolidate certezze della contemporaneità. Nel mezzo, sospeso tra il mondo vecchio e quello nuovo, c’è l’uru, che proprio dalle credenze di quell’antica civiltà ha origine.

Manifestazione dei timori più reconditi e delle colpe mai espiate, di quegli impulsi più arcaici da cui la modernità si illude di essersi emancipata, questi profondi turbamenti prendono la forma dell’animale, una creatura fatta della stessa carne di chi ne subisce i tormenti.


RECENSIONI

Fabio Carbone con il suo romanzo d’esordio “URU”, ci porta nell’immaginario popolare in cui i dispetti di uno gnomo sono in grado di turbare il sonno degli uomini.

Siamo nel sud della Puglia, il paesaggio è quello rurale, il protagonista è Paolo che lavora in un call center, come venditore di contratti per l’energia.

In realtà Paolo per guadagnare truffa i potenziali clienti convincendosi che in quel lavoro non è possibile essere onesti. 

Il problema di Paolo è la notte perché qualcosa lo spaventa fino a terrorizzarlo, non dorme mai serenamente, ma accompagnato da incubi e paura.

Percepisce una presenza non umana che si muove, fa rumore con le unghie sbattendo sul pavimento, lo tocca, gli si avvicina tanto da essere convinto di averlo visto accovacciato su di lui.

URU cambia forma, si trasforma è animalesco oppure simile a persone che Paolo conosce.

L’incubo in realtà continua durante il giorno, tutto ciò che circonda Paolo rimanda amoralità, a questo si aggiunge una morte che non ha spiegazione e che porta scompiglio all’interno del call center e la polizia a brancolare nel buio.

In URU Fabio Carbone, riporta la realtà del sud con le sue campagne trascurate, abbandonate e ricolme di rifiuti affiancandola ad una società caratterizzata dall’arrivismo e il cinismo. 

Fabio Carbone è stato bravo nel mettere in risalto due mondi: quello passato in cui le credenze erano parte della vita del popolo, dei contadini e un mondo nuovo in cui URU si presenta e spaventa attraverso i suoi dispetti.

URU fa emergere le paure, i timori e tutte quelle colpe mai espiate che gli uomini moderni pensano di essersi lasciati alle spalle, ma che in realtà sono sempre presenti e che ora si ripresentano sotto forma di creature animalesche.  

Un libro interessante che fa riflettere sulla condizione umana e sul mondo moderno attraverso l’uso dell’immaginario e delle credenze popolari.

©Gaia Micheletti per Le frasi più belle dei Libri…


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