“Crimini bestiali” – Valeria Milletti

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AUTORE: Valeria Milletti
TITOLO: Crimini bestiali
EDITORE: Fefè
GENERE: Narrativa gialla

TRAMA

Creature indifese eliminate una via l’altra lungo tre racconti a loro modo delicati, ambientati in un pittoresco paesino affacciato su un dolce lago dell’Italia minore o nel verde di un parco naturale alle porte della grande città. Protagonista delle storie è una detective suo malgrado: donna sensibile non più giovanissima, dall’intuito quasi ferino, che smaschera i colpevoli con inesorabile puntualità. Di tanto in tanto l’investigatrice si dedica al suo passatempo prediletto: cucinare. E nelle pause dell’azione ci regala preziose ricette in pillole. C’è l’intreccio, l’ambientazione, il sangue, ci sono ovviamente vittime e colpevoli, ma c’è soprattuto il messaggio: le vere bestie sono gli esseri umani. In postfazione le opinioni tecnico-scientifiche di Rosario Fico, Francesca Sarcinelli, Cassandra Vantini.


RECENSIONI

Riassumere in poche righe il libro “ Crimini bestiali” non è cosa ovvia e banale, se non altro per la vastità del discorso che si promette di affrontare l’autrice.
Ma procediamo con ordine. È un libro composto da tre racconti in cui la protagonista è sempre questa cara donna che ha passato da un po’ la cinquantina. È ormai in pensione e si divide tra le sue due case: una sul lago nel parco naturale di Bracciano-Martignano, l’altra nel parco di Veio. E che, piano piano, si scopre essere una perfetta signora in giallo quando nelle piccole comunità in cui dimora si susseguono alcuni omicidi.

Quella che poi, nel corso della lettura, diventerà nostra amica ha una profonda passione per gli animali, passione che si intreccerà prepotentemente con la trama del libro.
È già da piccoli che a scuola ci viene insegnato che la differenza tra l’uomo e l’animale risiede nella ragione, nella razionalità di cui gode il primo. Ragione, che letteralmente significa capacità di pensare. È questa che dovrebbe segnare la linea di confine tra l’uomo e il mondo animale. Ora, ponendo sia l’uomo che l’animale in una condizione di forte stress fisico/emotivo, oppure in una condizione di gelosia, questi avrebbero entrambi lo stesso atteggiamento: l’uso della violenza. L’uomo perde la ragione, ed ecco che sparisce quella linea di demarcazione. È risaputo anche che l’animale usa la violenza per spirito di sopravvivenza, mentre (come la cronaca insegna) l’uomo molte volte è mosso da sentimenti sciocchi, quasi irrilevanti, che lo portano a comportarsi “come una bestia”.

E questi tre racconti sposteranno sempre più l’asticella che figurativamente segna il limite alla bestialità dell’uomo. Il libro sorprende, inoltre, per i mille colori di cui si veste man mano che ci si addentra nella lettura. Veste i colori del giallo, in alcuni tratti, per il suo genere; per poi passare ai colori della natura che circonda i fatti che si susseguono; finendo con i mille colori degli ingredienti usati per le gustosissime “ricette in pillole” (poiché la protagonista è anche un’appassionata di cucina) che vengono preparate tra un’indagine e l’altra.

[©Martina Caruso]

 

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