“I santi d’argento” – Giancarlo Piacci

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AUTORE: Giancarlo Piacci
TITOLO: I santi d’argento
EDITORE: Salani
DATA USCITA: 13/09/22
GENERE: Narrativa gialla

TRAMA – I santi d’argento

Chi cerca di dimenticare il passato è condannato a riviverlo in eterno, e non c’è luogo dove si possa rifugiare. È il destino di Vincenzo, che da dieci anni si è nascosto in una casetta sul porticciolo di Bacoli, a trenta chilometri da Napoli, lontano da qualunque luogo o persona potesse ricordargli chi è stato e cosa ha fatto.

Ma incubi e allucinazioni non hanno smesso di tormentarlo; né l’amicizia di Antonio, un pescatore che se l’è preso a cuore come un figlio, basta a lenire il suo dolore.

È pazzo, dicono di lui… e potrebbero pure avere ragione. Una mattina, mentre beve un caffè al bar, un uomo gli si avvicina. È un avvocato, spiega, e lo manda Giovanni Testa, amico di vecchia data, in carcere da anni, verso il quale Vincenzo ha un antico debito morale. Il figlio di Giovanni è morto qualche giorno prima, si è lanciato dal tetto di una chiesa.

La moglie lo aveva lasciato, si mormora in giro, ultimamente stava male, era depresso. Ma il padre non crede al suicidio e chiede a Vincenzo di tornare in città, di indagare per conto suo. E così, dopo aver cercato per tanto tempo di scappare dalla verità, sarà costretto a rincorrerla e a sbatterci contro.

Con un personaggio che porta un elemento di novità nel panorama del noir italiano, Giancarlo Piacci scava nell’anima di Napoli e delle sue esistenze sgualcite per raccontare non solo le contraddizioni invisibili ma soprattutto quelle che abbiamo sotto agli occhi e ci ostiniamo a ignorare.

I santi d’argento

FRASI

Non è l’edificio il monumento. Concentrati su ogni singola pietra che lo compone, perché ognuna è un’opera d’arte

Giancarlo Piacci, I santi d’argento

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Alle volte ci si comporta allo stesso modo quando si è deciso di morire o quando si sceglie di vivere

Giancarlo Piacci, I santi d’argento

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E il Napoli che è così, la colpa è solo sua. È la donna a cui la polizia in commissariato chiede come fosse vestita prima della violenza
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Mi piace questa resistenza dei palazzi antichi. Ricorda una lente inesorabile muta compiuta al fine di scolarsi di dorso ogni orpello imposto dall’uomo, e tornare alla splendida grossolanità del loro essere semplicemente pietra e ferro.
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I santi d’argento

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RECENSIONI

Un piccolo borgo di Napoli, un pescivendolo simpatico, un uomo che legge un giornale al bar… una vita apparentemente tranquilla, interrotta però da un passato ingombrante, che non lascia scampo.

Il nostro uomo col giornale, Vincenzo, viene avvicinato da qualcuno che gli chiede di tornare a Napoli per indagare sulla morte di Raffaele, figlio di Giovanni, un potente boss della malavita a Napoli. Vincenzo non vorrebbe accettare, è qualcosa di troppo grande per lui, però sa di non potersi rifiutare, perché Giovanni è stato il suo migliore amico.

È così che inizia una sorta di scoperchiamento di un vaso di Pandora, dal quale sono destinati ad emergere oscuri segreti, in un’ incredibile cornice di una Napoli a tratti inedita, cruda, sincera, amata, unita ad un pizzico di nostalgia che al tempo stesso non ne giustifica i misfatti.

Vincenzo è un “eroe” appesantito dalla vita, dall’alcool, dagli psicofarmaci, che però riesce ancora a provare l’amore. L’amore per sua madre, per i pochi amici rimasti, per Napoli. Un “eroe” che si ritroverà a lottare, suo malgrado, contro i demoni del suo passato, che in fondo, probabilmente, non lo hanno mai lasciato, e che tentano di risucchiare anche gli ultimi brandelli di umanità.

“I santi d’argento” è un noir moderno e affascinante, che coinvolge totalmente il lettore, in una spirale di avvenimenti e pensieri del presente, connessi agli eventi del passato. La prosa è scorrevole, viene perfettamente armonizzato un linguaggio semplice e ricercato, arricchito col linguaggio “parlato” coerente con alcuni personaggi.

Le costanti figure retoriche, legate ora ai luoghi e ora ai personaggi, fanno sì che lo “show me, don’t tell me” venga perfettamente rispettato. Il libro, edito da Salani le stanze, ha una copertina accattivante, disegnata da Zero Calcare. La fascetta è la trascrizione dell’ e-mail scritta dallo stesso Zero, dove esprime l’apprezzamento per il romanzo.

©Giovanna Minerva Pennisi per Le frasi più belle dei Libri…

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