“L’orizzonte ci regalerà le stelle” – Ruta Sepetys

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AUTORE: Ruta Sepetys
TITOLO: L’orizzonte ci regalerà le stelle
TRADUTTORE: Roberta Scarabelli
GENERE: Narrativa
EDITORE: Garzanti

TRAMA

Madrid, 1957. Da anni la Spagna è stretta nella morsa della dittatura franchista. Nel paese la tensione è palpabile e per sopravvivere esiste un’unica parola d’ordine: silenzio. Quello imposto dal regime che decide come ci si deve comportare per evitare terribili punizioni. E che Daniel, giovane fotoreporter, cerca di catturare nei suoi scatti, nonostante non gli sembrino mai abbastanza incisivi. Mai efficaci. Finché un giorno il suo obiettivo inquadra il volto di una donna: è diversa dalle altre, ha gli occhi fieri e cammina a testa alta come se non avesse paura di niente e di nessuno.

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Si chiama Ana e con il suo coraggio sprona Daniel a non arrendersi e a perseverare nel suo ruolo di testimone per scuotere l’indifferenza del mondo. Insieme, si aggirano per quartieri desolati, dove la lunga ombra della dittatura oscura ogni cosa. In luoghi dove si consumano separazioni forzate che intere famiglie sono costrette ad accettare senza batter ciglio. Senza nemmeno provare a opporsi.

Non importa quanto sia pericoloso e quali rischi potrebbero correre: Ana e Daniel non sono disposti ad arrendersi di fronte a un destino che può e deve essere cambiato. Ma si tratta di una battaglia piena di difficili prove da superare, che presto li costringerà a fare i conti con un segreto che li riguarda da molto vicino. Un segreto che, se portato alla luce, trasformerà ogni cosa e li legherà per sempre.


RECENSIONI

Il silenzio. È questa la parola che martella le coscienze dei personaggi di questo romanzo storico, che fa luce su una delle pagine più cupe della storia spagnola. Pagine impregnate di paura, di ingiustizie, di orrori e di tantissime domande che non hanno avuto il coraggio di pretendere delle risposte. Pensieri e interrogativi stroncati sul nascere sotto la minaccia della morte.

L’orizzonte ci regalerà le stelle è il terzo romanzo storico di Ruta Sepetys e racconta una storia sconvolgente, emozionante, ricca di colpi di scena. I personaggi sono inventati ma il contesto storico è reale; così reale che continua a fare male in Spagna, poiché le torture franchiste non sono ancora sbiadite dalla memoria collettiva spagnola.
I protagonisti della storia sono Ana, una giovane ragazza spagnola che lavora in un prestigioso albergo a Madrid, e Daniel, un giovane e agiato texano di origini spagnole. Li unisce un legame profondo ma anche l’amore per la verità e i sogni che non riescono ancora ad avverare: Ana sogna di lasciare la Spagna perché è stanca di custodire la verità nel suo cuore; vorrebbe darle una voce ma non può, ha troppa paura per lei e la sua famiglia. Daniel invece sogna di frequentare la scuola di giornalismo, contro la volontà di suo padre, e guarda il mondo attraverso la lente della sua macchina fotografica. Le sue foto catturano l’anima del popolo spagnolo di quei tempi e suscitano domande scomode e pericolose.

Ana vive in una località degradata fuori Madrid con la sua famiglia, Julia, la sorella maggiore, Antonio il marito di Julia, Lali, la piccola nipote nata da poco, e Rafael, il fratello. La famiglia di Ana si sta nascondendo perché i suoi genitori erano dei repubblicani, torturati e uccisi dal regime franchista. E poi c’è Fuga, l’aspirante torero e amico di Rafael, che non ha paura né dei tori e né della verità, e Puri, cugina di Ana che lavora all’orfanotrofio dell’Inclusa. Daniel invece soggiorna nel lussuoso hotel dove lavora Ana, a Madrid, insieme a suo padre, Martin Matheson, imprenditore del settore petrolifero, che ha stretto un accordo con il governo franchista, e a sua madre Maria, che è spagnola. Il quadro dei personaggi principali si completa con Ben, giornalista americano e mentore di Daniel, Shep Van Dorn, un diplomatico americano, che supporta la famiglia di Daniel durante il soggiorno in Spagna, e Nick, il figlio ribelle di Shep Van Dorn.

Ana e Daniel sono quindi due universi diametralmente opposti, ma sono anche due anime affini e la loro storia d’amore sembra un fiore fragile che cresce in un terreno impervio. Quello che mi ha colpita però di più del carattere dei due protagonisti è la maturità dei loro pensieri, del loro amore e delle loro scelte, nonostante siano ancora poco più che adolescenti.
I dialoghi dei personaggi del libro si alternano ai loro pensieri e si intrecciano con particolari storici profondamente studiati, compresi e documentati dall’autrice.

«Che diritto abbiamo sulla storia che non è la nostra?», si chiede l’autrice alla fine del libro. Eppure la sua scrittura sgorga naturale, forte e chiara, sensibile alla «storia umana», che non conosce confini. E quello che mi ha catturata è la voglia dell’autrice di capire, di empatizzare, di restituire un piccolo frammento di giustizia a un paese che non è il suo. La Spagna raccontata da Sepetys non è la meta turistica che abbiamo in mente oggi, con la gente solare, e la vocazione al divertimento. Tuttavia, non perde il suo fascino, poiché i luoghi e la sua cultura traspaiono in ogni pagina.

Questo libro mi ha provocato emozioni forti, rabbia, sorpresa, paura, speranza, e mi ha aiutata ad approfondire la storia di questo paese così amato e romantico nell’immaginario collettivo. Una lettura consigliatissima ai curiosi di storia, a coloro che amano la ricerca della verità e che non smettono mai di sperare che la luce di certi esseri umani e di certi sentimenti possa brillare anche in una fitta oscurità.

[©Chrysanthi Lamprou]

 

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