“L’ultimo marinaio” – Andrea Ricolfi

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Libro in uscita il 27 Agosto

AUTORE: Andrea Ricolfi
TITOLO: L’ultimo marinaio
EDITORE: Garzanti
GENERE: Narrativa

TRAMA
«A un certo punto, su questo oceano e per le piccole strade di Noss, è passato un uomo singolare, che ha portato un po’ di limpidezza nella mia vita. Tomas Henkel, questo era il suo nome, mi ha insegnato a scorgere la nobiltà nei sotterranei sentieri delle anime in cui talvolta si nasconde, a intuire la profondità delle cose dalla loro ombra.»

Leggi le frasi che abbiamo scelto per te

Matias vive sull’isola di Noss, uno scoglio deserto scaraventato in mezzo al mare della Norvegia, gelido e misterioso. Il mare che è tutto per lui. Il mare che, quando era solo un bambino, gli ha portato via il padre per sempre. L’unica eredità che ha ricevuto è il Marlin, una barca di legno costruita a mano. È da qui che nasce il suo sogno: dare vita a una scuola di vela. Una scuola per forgiare marinai come ce ne sono stati un tempo. Una scuola aperta tutti i giorni dell’anno, per insegnare, attraverso i segreti del navigare, i segreti della vita. È così che Matias incontra Tomas, arrivato a Noss per mettere a disposizione degli allievi quello che ha appreso solcando le distese blu di tutto il mondo: il mare è pericoloso e non importa quante tempeste si siano affrontate, perché quella successiva mette la stessa, identica paura di morire. È la legge del mare, una legge crudele, ma mai crudele quanto quella degli uomini. Tomas è un uomo silenzioso, in disparte rispetto al resto del mondo, come il canto di una voce lontana che nessuno sa decifrare. Matias scopre in lui un’anima pura, capace della forza più vigorosa, ma anche della tenerezza più inaspettata. Virata dopo virata, mentre la notte del Nord si illumina di luci che danzano nel cielo, diventa non solo un maestro, ma un amico. Perché far parte di un equipaggio insegna che il vento non si deve affrontare da soli. Mai.

Con uno stile pulito, in cui ogni parola scava dentro la pagina, Andrea Ricolfi ci porta in Norvegia tra case colorate, venti e mareggiate. Ci porta sul ponte di una nave dove si impara il coraggio, la fatica e l’amicizia più vera. Ci porta in un mondo in cui essere marinai significa esserlo per tutta la vita.


RECENSIONI

Siamo in Norvegia, sull’isola di Noss, piccola ed intima e calpestata da non più di trecento abitanti. Un territorio in cui tutti si conoscono, in cui le persone si parlano guardandosi negli occhi e si ascoltano ed in cui si può facilmente cercare (e trovare) solitudine. Leggendo si ha l’impressione di vedere in volto tutti i trecento isolani e li si riconoscono tutti come fossero davvero nostri vicini di casa. Le persone non sono l’unica cosa familiare. Familiare diventa la Norvegia, l’isola in sè, il clima, il gergo marinaresco, i personaggi.

Parola dopo parola attendiamo sul viso l’aria gelida e pungente, ci perdiamo nella nebbia fitta e invadente, ci fermiamo a guardare con meraviglia la neve che cade soffice e sicura sui fiordi, ci fermiamo ammaliati ad ascoltare l’anima dell’isola. Proprio a Noss arriva un giorno Matias Holm, insieme alla madre, dopo aver subito un lutto. Soli e sperduti atterrano su una isola solitaria e sperduta: il luogo giusto per coccolare e addomesticare una certa solitudine. Chi è Matias? Cosa ha da raccontare?

A rispondere sono onde, increspature, marea che ci narrano la vita di Matias, la sua crescita, l’incontro ed il percorso con il suo amico Jonas, il rapporto con il padre, l’arrivo nella sua vita di Thomas, la sua rinascita, il suo rapporto con la barca, il suo innamoramento. Durante la lettura lo seguiamo fino a vederlo con i capelli grigi. Centrale per tutto è la scuola, fondata da Matias e Jonas, per coltivare marinai ed educare al mare. Scuola in cui arriva Thomas, personaggio emblematico, ermetico, affascinante e ammaliante, un uomo misterioso, cupo eppure trasparente.

Thomas è il mare fattosi uomo. Thomas, con il suo bagaglio di esperienze e vita, stravolge le certezze di Matias, ed inconsapevolmente lo conduce alla maturazione. Questa è una storia maschile, focalizzata sul punto di vista maschile, una storia in cui la forza di un gruppo (assimilabile al branco) è strettamente legata alla forza del singolo, una storia in cui amicizia, speranza, silenzio, forza, coraggio, fratellanza, pazienza, morte e rinascita ballano un valzer a cui non si può resistere.

Ricolfi è davvero una bella penna, scrive in modo poetico e delicato, eppure fermo e deciso, e conduce per mare anche il lettore più timoroso.
Facendoci ondeggiare e virare ci conduce, quasi, in un mondo impalpabile, onirico. Si arriva in fondo al romanzo e quando si sfoglia l’ultima pagina ci si rende conto di volere andare a Noss proprio ad incontrare proprio l’ultimo marinaio…
Libro consigliato!

[©Maria Elena Bianco]

 
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