“La cartolina” – Anne Berest

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La cartolina

AUTORE: Anne Berest
TITOLO: La cartolina
TRADUTTORE: Alberto Bracci Testasecca
EDITOREE/O
DATA USCITA: 18/05/22
GENERE: Saghe

TRAMA – La cartolina

Nel 2003 la madre di Anne Berest riceve una strana cartolina anonima sulla quale sono scritti soltanto quattro nomi, Ephraïm, Emma, Noémie e Jacques, ovvero i nonni e gli zii morti ad Auschwitz. Lì per lì pensa a uno scherzo di cattivo gusto, la mette in un cassetto e se la dimentica. Quasi vent’anni dopo, però, Anne Berest decide di scoprire chi l’abbia mandata.

È l’inizio di un’indagine a ritroso nel tempo in cui Anne ricostruisce la storia della sua famiglia, ebrei russi approdati a Parigi dopo una rocambolesca fuga di mille chilometri per arrivare in Lettonia, dopo l’attraversamento di Polonia e Romania per andare a Costanza e imbarcarsi per la Palestina, e dopo il viaggio che dalla Palestina li porta in Francia nel 1929.

Dieci anni di pace prima che la Francia sia invasa dalla furia nazista e la persecuzione degli ebrei diventi un incubo che avrà per quella famiglia un tragico epilogo.

L’unica superstite è Myriam, la nonna di Anne, che ha sposato il figlio del pittore Francis Picabia e affronta gli anni dell’occupazione tedesca nascondendosi, servendosi di documenti falsi, varcando frontiere nel doppio fondo di un’automobile, militando nella Resistenza e rifugiandosi su uno sperduto altopiano della Provenza in cui si trova a convivere con il marito e con quello che sarà il secondo marito, e dove la lotta partigiana è organizzata dallo scrittore René Char.

Alla fine, Anne scoprirà chi ha mandato la cartolina, ma la cosa non è importante quanto il risultato delle sue ricerche, che la porterà a capire cosa abbia significato essere ebrei durante il Novecento e cosa significhi oggi.

FRASI

“Nella vita bisogna imparare a giocare d’anticipo. Avere una mossa di vantaggio è più utile che essere un genio.”

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“Sa che per non soffrire basta camminare dritti davanti a sé e non voltarsi.”

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“Molto tempo dopo il vivere le avrebbe insegnato a capire i libri che aveva letto da giovane.”
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“Come sapere che sei viva se nessuno è testimone della tua esistenza?”

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“Dovevo estrarre qualcosa da tutte quelle vite vissute, ma cosa?
Testimoniare, interrogare quella parola la cui definizione continuava a sfuggirmi.
“Cosa vuol dire essere ebrei?”

Forse la risposta era contenuta nella domanda:”Chiedersi cosa vuol dire essere ebrei?”

Nelle mie cellule è impresso il ricordo di un’esperienza di pericolo così violenta che a volte ho la sensazione di averla davvero vissuta o di doverla rivivere. La morte mi sembra sempre imminente. Ho l’impressione di essere una preda. Spesso mi sento sottomessa a una forma di annientamento.

[…] Per quasi quarant’anni ho provato a tracciare un disegno che mi rassomigliasse senza riuscirci, ma oggi sono in grado di collegare tutti i punti tra loro per vedere apparire, in mezzo a una costellazione di frammenti sparpagliati sulla pagina, una figura in cui finalmente mi riconosco: sono figlia e nipote di sopravvissuti.”

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“La parola “ebreo” […] Acquattata in una zona oscura della nostra vita familiare c’era l’esistenza di un’identità nascosta, di un’ascendenza misteriosa, di uno strano lignaggio che attingeva la sua ragion d’essere nella religione.”

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C’era qualcosa di infiammabile nell’aria […] E come un foglio la cui venatura si vede in trasparenza davanti a una fonte di luce, nel momento in cui mia madre si è messa davanti alla finestra ho visto apparire all’interno di lei una fredda scatola di ferro con i bordi sigillati dalla ruggine, una scatola in cui aveva rinchiuso la cartolina per ragioni che mi sembravano evidenti , ma che fino a quel momento non avevo mai formulato.

Ciò che mia madre aveva rinchiuso nel pozzo nero della sua scatola di ferro era, per dirlo con le parole di Helen Epstein, “così potente che le parole si sgretolavano prima di riuscire a descriverlo”.

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“La lingua è un labirinto in cui la memoria si perde.”

Anne Berest, La cartolina – E/O
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“Appena sentirai il miele sulle tue labbra domandati di chi o di che cosa sei schiavo.”

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“La libertà ha un prezzo fatto di sudore e di lacrime.”

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“La natura non è un paesaggio. Non è davanti a noi ma dentro di noi.”

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“L’uomo non può vivere senza la natura. Ha bisogno di aria per respirare, di acqua per bere, di frutti per nutrirsi. La natura invece vive benissimo senza gli uomini, il che dimostra quanto sia superiore a noi.”


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