“Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza” – Luis Sepúlveda

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AUTORE: Luis Sepúlveda
TITOLO: Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza
TRADUTTORE: Ilide Carmignani
EDITORE: Guanda
GENERE: Narrativa

TRAMA – Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza

Le lumache che vivono nel prato chiamato Paese del Dente di Leone, sotto la frondosa pianta del calicanto, sono abituate a condurre una vita lenta e silenziosa, a nascondersi dallo sguardo avido degli altri animali, e a chiamarsi tra loro semplicemente “lumaca”. Una di loro, però, trova ingiusto non avere un nome, e soprattutto è curiosa di scoprire le ragioni della lentezza.

Per questo, nonostante la disapprovazione delle compagne, intraprende un viaggio che la porterà a conoscere un gufo malinconico e una saggia tartaruga, a comprendere il valore della memoria e la vera natura del coraggio, e a guidare le compagne in un’avventura ardita verso la libertà.

FRASI

È questa determinazione a fare di te una ribelle.

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“Lentamente, molto lentamente, Ribelle riprese a muoversi e quando si voltò vide che tutte le lumache la seguivano. Non provò orgoglio né la minima felicità. In quel momento pensò che avrebbe preferito non essere seguita perché così sarebbe stata responsabile soltanto del proprio destino. Le lumache avevano fiducia in lei e questo la spaventò molto, ma poi ricordò Memoria: un vero ribelle conosce la paura ma sa vincerla, e lentamente, molto lentamente, continuò ad avanzare sull’erba.

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“[…] quando un umano faceva domande scomode, del tipo: “È necessario andare così di fretta?” oppure “Abbiamo davvero bisogno di tutte queste cose per essere felici?”, lo chiamavano Ribelle.
“Ribelle, mi piace questo nome!” sussurrò la lumaca.

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“Le lumache sapevano di essere lente e silenziose, molto lente e molto silenziose, e sapevano anche che quella lentezza e quel silenzio le rendevano vulnerabili, molto più vulnerabili di altri animali capaci di muoversi rapidamente e di lanciare grida d’allarme. Per evitare che la lentezza e il silenzio le impaurissero preferivano non parlarne, e accettavano di essere come erano con lenta e silenziosa rassegnazione.


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