“Mio figlio è normale? Capire gli adolescenti senza che loro debbano capire noi” – Stefania Andreoli

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AUTORE: Stefania Andreoli
TITOLO: Mio figlio è normale? Capire gli adolescenti senza che loro debbano capire noi
EDITORE: Mondadori
GENERE: Educazione

TRAMA – Mio figlio è normale? Capire gli adolescenti senza che loro debbano capire noi

Genitori che fanno fatica, allergici a ogni forma di ribellione filiale, preparatissimi eppure inspiegabilmente inesperti circa la normalità di come sia fatto un essere umano lungo la linea evolutiva: sono coloro che chiedono aiuto in seduta, ma anche sui social e in radio, a Stefania Andreoli, una delle più importanti terapeute dell’adolescenza, davanti alle trasformazioni dei figli, che incutono la paura di aver sbagliato tutto.

E ancor più in questa epoca, quella in cui gli “adolescenti” sembrano essere scomparsi, non avendo spesso ricevuto regole da trasgredire da chi avrebbe dovuto dargliele, saltando così il tradizionale passaggio all’autonomia e alla responsabilità, ossia all’età adulta.

In questo libro provocatorio e al tempo stesso tranquillizzante, l’autrice propone un’idea funzionale di adolescenza, analizzando i diversi ambiti in cui si manifesta (dalla scuola all’amore, al sesso, ai progetti per il futuro) e risponde alle domande che quotidianamente le vengono poste da padri e madri disorientati e confusi, che spesso faticano a distinguere un adolescente “fisiologico” da un figlio che invece ha bisogno di aiuto.

Uno strumento prezioso per accompagnare l’evoluzione dei figli senza perdere la testa e per intervenire solo quando ce n’è davvero bisogno.


FRASI

“Impegnarsi in una relazione implica avere, prima di tutto, delle cose da perdere: un pezzo di sé, del proprii egoismo, del proprio tempo, della propria libertà, del proprii bastarsi senza avere bisogno di nessuno. Significa correre dei rischi, aspettare qualcuno che non arriva, mettersi in gioco, lasciarsi conoscere, farsi avvicinare, fidarsi. Per fare questo, occorre essere molto coraggiosi e accettare un pernicioso pericolo: la dipendenza.”

Stefania Andreoli, Mio figlio è normale? – Ed.Mondadori

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“L’amicizia parla la lingua dell’espressione umana più nobile in assoluto, quando mette in gioco lealtà, fedeltà, presenza, sostegno, solidarietà, ascolto, impegno, affetto, partecipazione, condivisione, reciprocità. Quando poi tra adulti si fa scevra di gelosie e ansie abbandoniche, per alcuni l’amicizia è persino meglio dell’amore, che dentro ha il sesso che spesso complica le cose anziché impreziosirle.”

Stefania Andreoli, Mio figlio è normale? – Ed.Mondadori

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“Quando un rapporto è importante, quando tieni a qualcosa, quando ne va dell’umanità di coloro che fanno un pezzo di strada con te, non può che essere difficile. È un merito, non una colpa.”
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“Il cervello e lo sviluppo cognitivo sono ancora in fase evolutiva e loro stanno già facendo una miriade di sforzi per essere uno, nessuno e centomila ché poi non è che gli si possa chiedere di imparare pure tutte le altre opere di Pirandello.
Anche perché intanto si innamorano, e chiunque sia mai stato innamorato sa che, quando ami, te ne accorgi perché il pensiero dell’amato o dell’amata ti si pianta come un chiodo nel cervello, non riesci a distogliere l’attenzione neppure se ci provi, anzi, se ci provi finisci sol per non restare concentrato nemmeno quella mezz’ora che ti servirebbe per tenere in mente che Pirandello ha scritto anche Sei personaggi in cerca d’autore.”

figlio

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“Di sicuro c’è che ogni nostra azione, prima ancora di essere colta nelle sue pieghe profonde, risponde a un criterio incontrovertibile: nell’esperienza non trova mai spazio nulla che non ci serva a qualcosa.
Il punto infatti non sta – sarebbe molto più semplice! – nel fare la cosa giusta o sbagliata (discrimine che cominciamo ad avere chiaro sin da bambini), ma nel fare ed essere cose di cui abbiamo bisogno. Sbagliatissime a volte, pericolose altre, folli altre ancora, eppure necessarie.”
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“Da un lato non c’è tempo (la vita chiama e a questa età non aspetta, nel giro di una mattina o di un pomeriggio spesso è già successo tutto), dall’altro intuiscono che se si voltassero indietro rischierebbero di non andare più avanti.”

Stefania Andreoli, Mio figlio è normale? – Ed.Mondadori


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